Festival del Cinema Città di Spello
I Viaggi Di Roby

LA SECONDA PATRIA - Intervista a Paolo Quaregna


Il regista torinese in tour tra Milano Torino Roma e Bari dall'8 luglio. Distribuisce l'Istituto Luce


LA SECONDA PATRIA - Intervista a Paolo Quaregna
Paolo Quaregna
Paolo Quaregna è il regista de "La seconda patria", e dall'8 al 10 luglio sarà in tour tra Milano, Torino e Roma per presentare il documentario al pubblico. Un lavoro nato e sviluppato seguendo il cammino della famiglia Stea, da Sannicandro di Bari, prima minatori in Belgio e infine lavoratori nelle miniere di ferro di Schefferville, in Canada.

Come ha conosciuto la storia della famiglia Stea?

Sono passati quasi 30 anni dal mio primo viaggio in Quebec, sono sempre ritornato da allora per proseguire le mie ricerche e i miei lavori sui popoli autoctoni, gli Inuit e gli altri indiani d'America.
L'incontro con la famiglia Stea è stato interessante, in queste isole a 1000 kilometri da Montreal notai che c'erano molti nomi italiani, allora ho indagato e mi hanno segnalato una persona, stimatissima in città, con cui parlare: era Johnny Stea.
Si parla di una città con circa 15-20.000 abitanti, ed era il 2014. Stea mi è parso da subito un personaggio interessante, lui è il mio protagonista ma ho voluto far diventare il film un racconto corale per testimoniare l'ampiezza della presenza italiana in loco. Senza però voler fare un lavoro storico-politico esaustivo sull'emigrazione in Canada: mi sono limitato al Quebec, zona che conosco molto bene e che trovo un laboratorio particolarmente interessante essendo sono loro stessi un'isola minoritaria nel Paese.

Quanto tempo ha lavorato insieme a loro?

Sono passati un po' di anni da allora, anche se ovviamente non ho lavorato a questo tutti i giorni, sarebbe stato inquietante...
Ogni anno avevo un motivo diverso per andare là, in 30 anni non sono sempre ritornato ma quasi (anche per altri progetti). Nel 2016 si è aggiunto un fondo di co-produzione italo-canadese che ha dato una bella spinta al documentario, da lì poi l'andamento è stato abbastanza regolare.

Il tema delle migrazioni, interne ed esterne, è sempre attuale in Italia: il suo lavoro si colloca in una posizione netta.

In questi anni ho conosciuto tante persone e tante storie... Una svolta importante per me è stato leggere un rapporto che sottolinea come l'emigrazione italiana sia di nuovo in crescita costante dal 2006 ad oggi: mi ha molto colpito, anche alla luce delle polemiche sulle migrazioni in entrata. Sarebbe il caso di iniziare ad occuparsi anche di quelle in uscita, direi.
Ho anche dovuto escludere un capitolo sui nuovi emigrati, i 30enni ora in Quebec, ma si allargava troppo il racconto: mi sono limitato agli 80enni, a quelli emigrati nel dopoguerra fino agli anni '60 e primi '70.
Il 1975 è stato un anno chiave: gli italiani sono passati da essere emigrati a ricevere immigrati. Ma dal 2006, come detto, abbiamo iniziato a cambiare di nuovo la tendenza.

Il primo tour come si sviluppa? E poi?

Il tour è in fase di costruzione: partirò da Milano al cinema Mexico, lunedì 8 luglio insieme al critico Giancarlo Grossini del Corriere della Sera; il giorno dopo sarò al cinema Centrale di Torino insieme allo storico Angelo D'Orsi, per poi spostarmi a Roma, il 10, al cinema Barberini insieme a Roberto Cicutto di Cinecittà Luce e Marianna Simeone, Delegato del Québec in Italia. Ma abbiamo aggiunto anche Bari, lunedì 15 al cinema Galleria, e molte altre date speriamo di aggiungere da settembre in poi, finito il solleone...

I tuoi protagonisti lo hanno già visto?

Non ancora, ma è ovviamente in programma anche perché si tratta di una co-produzione ed è negli accordi iniziali, molto materiale di repertorio arriva dal Canada.
Tutte le interviste sono state registrate in doppia versione, in italiano e in francese. C'è molta curiosità in Quebec per vedere questo lavoro, ovviamente, sia nella sua versione italiana sia in quella - che va ancora rifinita - canadese. Sarà probabilmente un po' più lunga, ma ci hanno chiesto dalla tv canadese anche una versione da 52' per la messa in onda...
Lo aspettano, sono contento: mi stanno anche intervistando dal Canada in questi giorni, c'è grande curiosità!

05/07/2019, 16:07

Carlo Griseri