I viaggi di Roby

Note di regia di "Normal"


Note di regia di
Il genere oggi un campo di battaglia: mentre il popolo del Family Day affolla le piazze contro lo spettro del gender, violenze, discriminazioni e disuguaglianze sulla base di genere e orientamento sessuale riempiono drammaticamente le statistiche e i giornali. E la normativit dei ruoli di genere esercita ancora un enorme potere sullespressione individuale delle persone e sulle loro interazioni e relazioni.

Questo progetto nasce con lintenzione di riflettere su come le norme di genere siano pratiche sociali implicite, regole non dette che permeano le nostre vite, spesso in modo cos sottile e radicato dentro di noi da non essere problematizzate, ma al contrario normalizzate. In passato ho lavorato su temi relativi al genere e alla sessualit sempre scegliendo protagonisti che riflettessero il punto di vista di chi si colloca ai margini delle convenzioni sociali dominanti. In questo lavoro volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ci che viene considerato convenzionale, normativo, normale. Lidea quella di innescare accostamenti e associazioni che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della normalissima realt di tutti i giorni e di raccontare il genere come un atto performativo collettivo, una cerimonia sociale che d forma ai nostri corpi e influenza i nostri desideri.

Rispetto ai miei film precedenti, con NORMAL ho sentito la necessit creativa di confrontarmi con un linguaggio espressivo diverso, che riuscisse a dare corpo al mondo invisibile e complesso delle idee. Un linguaggio che, pensando per immagini, favorisse una modalit immersiva, evocativa, meno centrata sulla narrativa lineare propria del documentario convenzionale. NORMAL quindi tenta di riprodurre il procedere incerto, ibrido e fluido del ragionamento, in cui la realt pu essere interpretata, problematizzata e immaginata nuovamente, per stimolare una riflessione aperta sulla natura performativa delle nostre identit sociali.

Adele Tulli