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VENEZIA 75 - "Un Giorno all'Improvviso" cambia tutto


Un buon esordio per Ciro D'Emilio, con un romanzo di formazione ambientato nella provincia campana.


VENEZIA 75 -
Da qualche anno il giovane cinema italiano ha spostato il proprio sguardo sulla periferia, luogo fisico, spesso complesso e difficile, ma anche luogo dell'anima, che pu essere nido che ti difende o gabbia che ti inibisce.

In questa direzione va anche "Un Giorno all'Improvviso", opera prima di Ciro D'Emilio presentata in concorso nella sezione "Orizzonti" di Venezia75.

Antonio non ancora maggiorenne, ma la vita gli ha chiesto di diventare gi uomo. Con un padre che lo ha ripudiato alla nascita e una madre schizzofrenica, lui a doversi fare carico di qualsiasi problema, anche a costo di lasciare gli studi e impegnarsi in piccoli lavoretti. Il rettangolo verde del campo di calcio il palcoscenico in cui riesce ad esprimere tutto il suo talento, e la chiamata da una squadra di serie A potrebbe cambiargli la vita.

E' un romanzo di formazione asciutto e ben scritto quello di D'Emilio, che non straborda mai in facili emozioni e che riesce a dosare con sapienza anche i personaggi pi complessi, vedi la brava Anna Foglietta chiamata a stare in equilibrio perenne tra le esplosioni di follia e una dolce tenerezza.

Ma soprattutto l'analisi di una generazione intera, quella degli adolescenti di oggi, gi cos coinvolta in un concitato tritacarne di esperienze, che a 17 anni non riesce pi a godersi la spensieratezza di quell'et.

Un esordio quello del regista campano che conferma il buono stato di forma del nostro cinema indipendente, pronto ad emozionare e stupire senza dover strafare.

07/09/2018, 13:17

Antonio Capellupo