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Note di regia di "ZEN sul Ghiaccio Sottile"


Note di regia di
Margherita Ferri
Zen sul ghiaccio sottile una storia di formazione, che segue il percorso emotivo di Maia, detta Zen: unadolescente in conflitto con la propria identit di genere, per questo incompresa e bullizzata dai propri coetanei.
Anche se non ho mai giocato a hockey, i turbamenti di Maia e Vanessa sono parte della mia storia personale. Linquietudine del sapersi diversi, la magia di essere attratti da una persona del proprio genere senza sapere cosa stia succedendo o nemmeno dare un nome a quel sentimento, il desiderio di essere visti e accettati per quello che si : queste emozioni sono state lessenza della mia vita da adolescente e oggi lo sono del film.
Come regista, mi sempre interessato dare vita e centralit a personaggi come Maia, che vivono ai margini delle proprie comunit.Zen sul ghiaccio sottileparla proprio del fragile confine tra il voler appartenere a un gruppo e lessere s stessi senza condizionamenti. Il film, infatti, racconta il disagio e le lotte che deve affrontare chi non si conforma ai ruoli di genere e alleteronormativit imposta dalla nostra societ.
Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dellAppennino Emiliano, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la produzione del paesaggio e lidentit di chi vive quei territori, lavorando sullidea di paesaggio emotivo: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione pi profonda dei personaggi.
Volevo fare un film radicato nella comunit LGBT+ e nei nostri territori, ma con lobiettivo di condurre il pubblico in quel cammino universale che porta alla scoperta di s stessi, negli anni inquieti delladolescenza.

Margherita Ferri