I viaggi di Roby

Note di regia di "Hotel Gagarin"


Note di regia di
Una scena del film "Hotel Gagarin"
Sentivo lesigenza di raccontare una storia di speranza, sogni, popoli ed esseri umani marginali di varia natura e di raccontarla col sorriso della commedia, attraverso il mezzo che amo e conosco meglio: il cinema. Ho pensato a un film che non parla di cinema ma che lo usa come pretesto, come possibilit di esplorazione, di emozione, di incontri. Sono sempre stato affascinato dai pi deboli, perch nella loro salvezza c una possibilit di un mondo migliore. I miei protagonisti rappresentano, per sesso ed et, un po tutti noi, con i nostri desideri, i nostri problemi, i nostri sogni. Affascinato da un territorio montagnoso e innevato, da un paese che per tantissimi anni stato parte dellUnione Sovietica, ma che non ha mai perso le sue peculiarit e radici ho pensato allArmenia come luogo nuovo, sconosciuto e pieno di fascino, possibilit di condivisione umana e culturale tra diversi popoli. LArmenia ricorda per certi versi lItalia del dopoguerra, ricca di tradizioni culturali, territoriali, storiche e religiose, ma al tempo stesso protesa verso un futuro politico ed economico moderno e aperto.
Hotel Gagarin vuole essere una commedia romantica, brillante, malinconica e un po visionaria. la possibilit di fare un viaggio divertendosi, un film in movimento nonostante si svolga principalmente in un unico grande ambiente. un tentativo di farci sognare, ridere, emozionarci o intristirci, come faceva, una volta, la commedia allitaliana che ci faceva uscire dal cinema pi consapevoli e felici.
Per concludere, vorrei sottolineare la frase di Lev Tolstoj che il professor Nicola Speranza (Giuseppe Battiston), in una scena del film, cita ai suoi compagni di viaggio: Se vuoi essere felice, comincia.
Questa frase racchiude il senso profondo che ho voluto dare a questa avventura, il mio modo di intendere questo film e pi in generale la vita.

Simone Spada