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ASTRADOC - Ultimi appuntamenti il 18 maggio


ASTRADOC - Ultimi appuntamenti il 18 maggio
Una scena di "Non pu Essere sempre Estate"
Finale di stagione per AstraDoc la rassegna organizzata da Arci Movie Napoli, Parallelo 41 Produzioni, Universit degli Studi di Napoli Federico II e Coinor con un'altra serata dedicata alle produzioni napoletane con due anteprime esclusive. Venerd 18 maggio 2018 alle ore 21.00 al Cinema Astra si conclude la stagione con un doppio appuntamento: alle 19.30 sar proiettato Non pu essere sempre estate di Margherita Panizon e Sabrina Iannucci premiato ad "Extra Doc Festival" di Roma e alla 21.00 Vita di Marzouk di Ernesto Pagano vincitore del Premio "Il razzismo una brutta storia" al Festival del Cinema Africano, d'Asia e di America Latina di Milano.

Non pu essere sempre estate un documentario sviluppato nel progetto FilmaP - Atelier di cinema del reale di Ponticelli e prodotto da Arci Movie e Parallelo 41 produzioni e in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo. Il film racconta ladolescenza attraverso questa esperienza di attivit teatrale di un gruppo di ragazzi della periferia napoletana. Chiara Stella, Domenico e Alessio hanno 15 anni, e tutti i luned vanno a fare le prove di teatro al Centro Asterix, uno spazio ricreativo con dentro un piccolo teatro che si trova a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli. I tre vengono da l vicino: Ponticelli, Barra e la stessa San Giovanni. Devono prepararsi per mettere in scena Vincenzo De Pretore, una commedia di Eduardo De Filippo. Nicola, il regista dello spettacolo, ha proposto loro questo testo per un motivo: rispecchia le condizioni di vita di alcuni ragazzi e rappresenta delle possibili realt con le quali si confrontano quotidianamente.

"Questo film" - dicono le registe - "nasce dallesigenza di raccontare un momento specifico della vita di ogni essere umano: ladolescenza, in questo caso in un contesto limite come quello della periferia di Napoli, cercando per di dare a questa fase uno sguardo positivo, volto al futuro, alla necessit e al diritto di essere felici. Quello a cui assistiamo sono le vite dei ragazzi, i loro dubbi, le loro gioie e le loro insicurezze. Il film ricerca lansia e la premura di una generazione cresciuta in un altro modo e in un altro mondo: quella degli educatori, nello specifico di Nicola, pronto a rincorrere e a ricercare un modo per andare incontro ai ragazzi che si danno per persi, o per trovare il metodo adeguato per capirli e farli crescere. I temi legati alle dinamiche adolescenziali sono esplorati attraverso gli scambi e le relazioni tra i ragazzi durante le improvvisazioni, tra una prova e laltra e fuori dal teatro".

Vita di Marzouk il ritratto intimo di un tentativo dintegrazione che trover nellamore lunica risposta possibile. Marzouk ha due figli di cinque e sette anni: Jamal e Alya, luno biondo, laltra bruna. Entrambi nati e cresciuti a Napoli, lui gli parla ostinatamente in arabo nellintento di far crescere in loro la met tunisina delle loro origini. La sua compagna, Elvira, lo ha trascinato in terapia di coppia perch non riesce a comunicare con lui: si sente sola, sta con un uomo assente e lontano dai doveri di un padre occidentale moderno. Marzouk invece pensa che il vero problema stia nel fatto che lui un immigrato, di religione musulmana e per giunta musicista e squattrinato. Nelle mie mani ormai c il ghiaccio, spiega al terapeuta, rompendo il suo usuale silenzio. Quelle mani che oggi faticano a suonare ritrovano, nelle vecchie lettere in cui il padre gli chiedeva di spedire i soldi a casa, il dramma collettivo dellemigrazione dal Nord Africa in Europa. nelle pieghe di questa crisi che affiora il rapporto profondo e intenso tra Marzouk e i suoi figli, cresciuti nel ventre della media borghesia occidentale e catapultati dun tratto nella campagna tunisina, dove il padre li porta per la prima volta a conoscere il bilad. A Tebourba, trenta chilometri da Tunisi, Alya e Jamal scoprono un mondo minimale, dove ogni cosa ha un posto eterno.

"Lapproccio visivo del film" dice il regista - " quello della pura osservazione. La quotidianit viene catturata stando dentro la scena e raccogliendo i punti di luce e dombra del rapporto tra Marzouk e i suoi figli, tra Marzouk ed Elvira. La loro crisi coniugale viene raccontata accedendo al confessionale dello psicologo di coppia, un luogo a cui si affida forse per la prima volta il racconto dei problemi dintegrazione tra un nordafricano e uneuropea, sempre che non si leggano quelle sedute sul loro piano pi universale: e cio il racconto dei problemi dintegrazione tra un uomo e una donna, o in generale tra gli uomini".

13/05/2018, 18:08

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