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ASTRADOC - Doppio appuntamento con "Upwelling"
ed "The Hate Destroyer"


ASTRADOC - Doppio appuntamento con "Upwelling" ed "The Hate Destroyer"
Una scena di "Upwelling"
Venerd 12 gennaio 2018 dalle ore 19.30 AstraDoc -Viaggio nel cinema del reale, la rassegna organizzata da Arci Movie, Parallelo 41, Universit Federico II e Coinor, torna con un doppio appuntamento: "Upwelling - La risalita delle acque profonde" (Italia, 77 2016) di Pietro Pasquetti e Silvia Jop e "The Hate Destroyer" (Germania, 52, 2017) di Vincenzo Caruso in collaborazione con il Goethe Institut Neapel e con Ucca nell'ambito della rassegna "L'Italia che non si vede".

Saranno presenti: Maria Carmen Morese, direttrice del Goethe Institut Neapel, Roberto Roversi, Presidente Nazionale Ucca Roberto Roversi, i registi Vincenzo Caruso, Pietro Pasquetti e Silvia Jop e lattivista Irmela Mensah-Schramm.
In Upwelling - La risalita delle acque profonde (Premio miglior film da parte del Sindacato Nazionale Critici al Concorso Nuove Impronte a ShorTS International Film Festival, Premio AMC per il miglior montaggio al SalinaDocFest, Premio della giuria come film pi innovativo al concorso Visions du Rel, Premio giuria giovani al Concorso internazionale a Filmmaker festival) costante la ricerca di una relazione tra il concetto di catastrofe e quello di risalita Tra i frammenti di una citt ricostruita sulle macerie di un disastro, nelleco di una catastrofe che non si mai del tutto consumata, Upwelling, unonda che nasce dal fondo del mare, porta gli abissi in superficie. In unapparizione continua di personaggi, che si muovono come satelliti di un universo vivo e inaspettato, si raccolgono i tentativi di resistenza e di rivitalizzazione che sfuggono alle consuetudini storiche di una citt deteriorata e immobile. Siamo a Messina, una citt che stata completamente ricostruita a seguito di una delle pi devastanti catastrofi naturali del Novecento.

"Questo film" dicono i registi - "contiene elementi legati a unidea di narrazione classica, ma questa narrazione viene spesso mandata in crisi da un modo ellittico di procedere e dal desiderio di, come ci suggerisce Italo Calvino, perdere il filo cento volte, per ritrovarlo dopo cento giravolte. Il desiderio di cercare una relazione tra il film che avevamo in mente e la Messina attuale, ci ha spinto a trascorrere molti mesi in citt senza fare riprese. Avevamo bisogno di tempo per conoscere a fondo le persone che poi sarebbero diventate i personaggi di questo film e di stabilire con loro unintima intesa. La convinzione con cui abbiamo condiviso e coltivato questo desiderio ci ha portati cos a vivere a Messina per due anni. Ogni cosa c sembrata uninfinit di cose, ogni cosa c apparsa intimamente connessa, tutti questi elementi distinti sono entrati a far parte di una moltitudine tanto vasta quanto contenuta dalla necessit di realizzare un resoconto di viaggio su una citt particolare.

"The Hate Destroyer" un film sullodio dilagante, sullindifferenza, e su ci che sta dietro ad una scelta di attivismo. Ma anche il racconto intimo di una donna che da anni lotta per diventare straordinaria. A Wansee, a pochi chilometri da Berlino vive Irmela Mensah Schramm, donna di settantanni che, in unEuropa segnata dallodio razziale e dalla violenza, gira ogni giorno per la sua citt e nei dintorni a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista, armata di vernici spray e raschietto. A nulla valgono le chiamate alla polizia se non il rischio di essere incriminata per atti vandalici, n le minacce anonime ricevute. Irmela non pu e non vuole concedersi il lusso di avere paura. Dopo aver sconfitto un tumore al seno, che a detta dei medici le lasciava pochi anni di vita, ora nulla la pu fermare. Ma per chi lo fa Irmela? Un padre violento e una madre anaffettiva le hanno rubato linfanzia e lhanno sempre considerata inadeguata, debole. Ora ha loccasione per dimostrare il suo coraggio e la sua determinazione. Dopo anni di attivismo, in molti si sono accorti di lei: in Germania, Finlandia, Italia, ed altri Paesi Europei, oggi Irmela un simbolo della lotta contro i messaggi di odio.

"Ci che volevo fin dallinizio" - dice il regista Vincenzo Caruso - "era far compiere allo spettatore un percorso emotivo. Lo stesso che ho intrapreso e vissuto io. Per questo motivo, nel corso del film, si attraversati da sentimenti contrastanti che mettono ogni volta la protagonista sotto una luce nuova. Cos lopinione muta, compie un viaggio e torna al punto di partenza arricchita dagli elementi che servono a completarla".

06/01/2018, 18:49

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