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Note di regia di "San Lupo e la Rivoluzione che non fu"


Note di regia di
Sul set di "San Lupo e la Rivoluzione che non fu"
E’ stato realizzato per il motivo più bello: una comunità vuole che si racconti una storia del suo paese. E lo finanzia pure, mettendoci soldi ma soprattutto casa, amicizie, cibo, una strabordante voglia di fare. Una vera opera di paesologia, che spero piacerà a Franco Arminio . “Qui l’Italia un poco sparisce e questa è una cosa buona”. Avevo conosciuto Bruno Tomasiello durante le riprese di “Il segno del capro”, documentario su vicende legate all’anarchia in Italia che venne premiato proprio a Benevento. Alla fine della cerimonia, Bruno con sindaco e assessore ci chiedono di fare un lavoro sulla Banda del Matese. E’ bastata la fiducia e la voglia del fare a superare le distanze non solo geografiche.
Accadde che nel 1877, qui, si tentò una rivoluzione. Una storia da film, ma neanche Scola riuscì a farci più che scriverne una sceneggiatura, dispersa negli archivi Rai. Tra chi ci ha preceduto nel narrare la vicenda, il gruppo musicale dei Sancto Ianne, straordinari cantori di quelle terre, coinvolti nelle riprese e nei racconti.

Fabiana Antonioli