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FESTIVAL DEI POPOLI 58 - YVONNES - Una storia intima


Il documentario di Tommaso Perfetti racconta la ricerca tra un padre e una figlia e quella tra il protagonista e sé stesso.


FESTIVAL DEI POPOLI 58 - YVONNES - Una storia intima
Una scena di "Yvonnes"
E' un viaggio nella frastagliata vita di un uomo "Yvonnes" di Tommaso Perfetti, di un uomo dal passato burrascosco, dal presente incerto e dal futuro senza sbocchi. L'unica cosa che quest'uomo porta nel suo cuore è la figlia, quella Yvonnes del titolo del documentario, che con vede da un sacco di tempo e che ora vorrebbe riabbracciare.

Tommaso Perfetti riesce perfettamente a creare un'opera sul dolore umano, un'opera che si intreccia su due piani narrativi concatenati tra di loro: la ricerca tra un padre e una figlia e quella tra il protagonista e sé stesso. In tutto il documentario vi è un senso di angoscia, d'impotenza di fronte ai fatti della vita. Yvonnes esiste e non esiste. Di lei si ha solo la percezione di come può essere ora, ma non la vediamo, sfugge all'osservatore come ad un padre al quale rimane "attaccata" solo da una voce che arriva da un telefono cellulare. Di lei non sentiamo neanche le poche parole che scambia con il babbo. Sembra una storia senza fine di una interminabile rincorsa e di una lunghissima fuga, dove non sapremo mai se vi sarà un'incontro tra le due anime, come anche nella ricerca di se stesso dell'uomo.

"Yvonnes" è un'opera che penetra nell'intimo, che descrive una solitudine dovuta alle ferite di una vita vissuta al limite. Emblematica è la stessa figura di Vincenzo, il protagonista, segnato non solo dall'incidere del tempo, ma anche dalla "dissolutezza" del suo modo di vivere e dal dolore che ha affrontato. Nel mostrarci questi aspetti vi è la sapiente mano di Perfetti, con le sue inquadrature strette sui particolari fisici dell'uomo, come anche nelle soggettive sulla faccia, sulle cicatrici, sui tatuaggi.

11/10/2017, 16:00

Simone Pinchiorri

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