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Note di regia de "Il Signor Rotpeter"


Note di regia de
Non cercavo la libertà, soltanto una via d’uscita.
Franz Kafka

Tutto ha avuto inizio quando Marcello Garofalo mi segnalò la performance teatrale del testo kafkiano “Una Relazione per un’Accademia”, ideata e interpretata da Marina Confalone, una delle attrici a mio avviso più importanti del panorama italiano.Sono così andata a Napoli a vedere la sua messinscena in un’aula dell’Università Federico II.Marina Confalone ha accettato di condividere con me questa avventura e ha preso forma dentro di me l’idea di far uscire il personaggio kafkiano Rotpeter dalla pagina scritta per farlo vivere in una Napoli contemporanea, attraverso una lunga intervista.Con tutte le peculiarità del cinema di finzione ho realizzato il mio primo ritratto a un personaggio immaginario nato, dalla penna di uno scrittore.Quello che mi aveva colpito della lezione del Signor Rotpeter era la sua ricerca disperata di una “via d’uscita”.È da lì che, insieme a Marcello Garofalo, ho iniziato ad immaginare un Rotpeter ormai integrato, la cui via d’uscita non gli ha portato la libertà ma semplicemente un modo per andare avanti.Rotpeter è un essere vivente che, parlando di se stesso, parla della nostra condizione umana.Come lui che, per adattarsi a un mondo che l’aveva segregato, è stato costretto ad osservarlo e imitarlo, anche noi spesso siamo costretti ad adattarci a una società che sempre di più è dettata da poteri economici e che ci costringe ad assorbirla, a discapito della nostra umanità e libertà.Il nostro Rotpeter si è trovato a dover combattere per la propria sopravvivenza ma, alla fine di questa conversazione immaginaria sente il bisogno di non lottare solo per se stesso ma anche per gli altri.Anch’io, come Rotpeter, credo che se vogliamo uscire da una condizione che ci snatura e che ci costringe a diventare altro da noi, dovremmo seguire il suo desiderio.

Antonietta De Lillo