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CICLO ITALIANI - Su Rai Storia "Ada Marchesini
Gobetti. L’Abitudine all’Azione"


CICLO ITALIANI - Su Rai Storia
Una scena di "Ada Marchesini Gobetti. L’Abitudine all’Azione"
Traduttrice, scrittrice, editrice, maggiore dell’esercito per la sua attivitŕ durante la Resistenza, vicesindaco di Torino, pedagogista. Ada Marchesini Gobetti č stata una donna capace di vivere esperienze diverse in maniera coraggiosa e coerente. A lei Rai Cultura dedica il documentario “Ada Marchesini Gobetti. L’abitudine all’azione” per il ciclo “Italiani” con Paolo Mieli, in onda martedě 11 luglio 2017 alle 21.10 su Rai Storia.

Da adolescente, mentre il fascismo si afferma, Ada s’innamora del giovane editore Piero Gobetti con cui condivide la formazione intellettuale e politica e la passione per la scrittura. Nel 1926, a ventitré anni, rimane vedova con un bimbo di pochi mesi da crescere, Paolo. Ada č autonoma, fa la traduttrice e l’insegnante e casa Gobetti, in via Fabro a Torino, rimane un punto di riferimento per l’antifascismo fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dalla sua partecipazione alla Resistenza come capo delle formazioni di Giustizia e Libertŕ in Val di Susa, nasce “Diario partigiano”. Un libro fondamentale per comprendere la quotidianitŕ della lotta clandestina, le strategie di sabotaggio contro i tedeschi e, soprattutto, lo spirito con cui Ada, il figlio diciottenne, il secondo marito Ettore Marchesini, e gli amici partigiani, sognano la liberazione e il grande cambiamento. Fondatrice dei Gruppi di difesa della donna, si č successivamente dedicata alla difesa dei diritti femminili partecipando alle attivitŕ dell’Udi e di altri movimenti europei. Nel Dopoguerra, diventa vicesindaco di Torino, scrive articoli e si dedica alla pedagogia, riflettendo sulla scuola e sul rapporto tra figli e genitori. Tradurre i propri principi di democrazia e libertŕ in azione e non perdere mai la curiositŕ verso il mondo sono i principi che hanno ispirato la sua vita.

Rai Storia ha raccolto le voci di chi l’ha conosciuta, di persona o attraverso i suoi innumerevoli scritti: il nipote Andrea Gobetti; gli amici partigiani della Val di Susa, Cesare Alvazzi Del Frate e Ugo Berga; Ersilia Alessandrone Perona, curatrice per Einaudi del carteggio tra Ada e Piero Gobetti; la storica Anna Bravo e Goffredo Fofi, che da giovane maestro degli anni ’60, ha collaborato con lei al “Giornale dei genitori”. Una pubblicazione importante, fatta in casa a Reaglie, tra le colline torinesi. Una casa che ancora oggi racconta molto di Ada e del suo modo di lavorare e costruire con amici e collaboratori. Seguendo il fil rouge della sua scrittura, attraverso lettere, diari e taccuini, il documentario - firmato da Marta La Licata e Fedora Sasso - entra negli eventi che hanno segnato il suo vivere, ma anche nell’elaborazione che ne č seguita.

Il Centro studi Piero e Ada Gobetti di Torino ha collaborato alla realizzazione del documentario, fornendo tutti gli scritti originali e il materiale fotografico custodito nel fondo Ada Gobetti. La famiglia Gobetti ha, invece, messo a disposizione alcuni filmini super8 che ritraggono Ada negli anni ’50 e ’60.

10/07/2017, 17:18