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Note di regia di "Due Uomini, Quattro Donne e una Mucca Depressa"


Note di regia di
“Due uomini, quattro donne e una mucca depressa” é una storia corale, dal tono ironico, che segue le vicende di cinque personaggi, quattro donne e un uomo, e si svolge in una piccola città di provincia del sud della Spagna, in un clima di apparente quiete e tranquillo benessere. La gente qui é cordiale, l'erotismo particolarmente palpabile, la cucina ottima e abbondante. Le esistenze dei nostri si intrecciano e danno vita a complicità e conflitti, trovando pur sempre un'unione in quello che é il loro appuntamento settimanale: il coro.

Edoardo ne é il direttore... in qualche modo la sua figura assume un significato quasi terapeutico. Lui non é nato lì, viene da fuori, da una grande città italiana, Roma, è finito in questa cittadina per una sorta di esilio volontario e non si sa per quanto tempo ci starà. Ha il fascino dell'esotico, una simpatia trattenuta, non vorrebbe concedere troppa intimità, ma a volte sarà costretto a farlo, suo malgrado. Ecco, attraverso gli eventi vissuti dai protagonisti, l'intento é quello di mostrare i motivi di questa "necessità terapeutica" che li coinvolge tutti in modo diverso ma sempre intenso. Gli accadimenti traumatici, voluti o imprevisti, modificano il loro apparente stato di quiete e ne sconvolgono l'equilibrio, obbligandoli a delle scelte. La metodicità, l'ordine, l'efficienza di una piccola cittadina dai colori forti, con la terra rossa, i cieli tersi, la sua piazza diventano la scenografia ideale per raccontare questo piccolo mondo perfetto, ma che si può anche facilmente sgretolare. La vivacità di queste donne, così terrene e reali, dà verità ai personaggi, in cui non é difficile immedesimarsi. La musica gli fa da contrappunto. “Due uomini, quattro donne e una mucca depressa” vuol essere anche questo: uno sguardo tenero e insieme sarcastico su un universo femminile, ma non solo, desideroso di cambiamenti e di solarità, che trova anche col canto la forza e l’energia di ribellarsi alle avversità.

Anna Di Francisca