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SGUARDI SUL REALE 7 - La storia delle contestazioni
del '60 e '70 in Italia


“Assalto al Cielo”, film di Francesco Munzi realizzato unicamente con filmati d’archivio, sarà proiettato alla presenza di tre testimoni e animatori di quel periodo: il politico e giornalista Marco Boato, lo scrittore Enrico Palandri e il fumettista Filippo Scòzzari


SGUARDI SUL REALE 7 - La storia delle contestazioni del '60 e '70 in Italia
Una scena di "Assalto al Cielo" di Francesco Munzi
Le proteste giovanili in Italia dal 1967 al 1977, tra slanci e sogni ma anche violenze e delitti, inseguendo l’idea della rivoluzione. È questa la tematica al centro di "Assalto al Cielo", il documentario di Francesco Munzi che sarà presentato domenica 30 aprile 2017 alle 21.30 presso l’auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19, Ar), nell’ambito della seconda giornata di Sguardi sul Reale. Costruito unicamente attraverso il montaggio di filmati d’archivio – da quello storico dell’Istituto Luce Cinecittà a quello di RAI Teche, fino a quello della Fondazione Cineteca di Bologna – il film racconta la parabola dei ragazzi che animarono alcuni degli anni più caldi della storia italiana, mescolando memoria personale, storia, spunti di riflessione e desiderio di trasfigurazione. Saranno presenti in sala tre testimoni d’eccezione di quel periodo: il politico e giornalista Marco Boato, tra i fondatori di Lotta Continua, lo scrittore Enrico Palandri, curatore del volume “Fatti Nostri”, sull’esperienza di Radio Alice, e il fumettista Filippo Scòzzari, tra i fondatori della rivista “Frigidaire. Modererà Enzo Brogi. In apertura, alle 19.30, aperitivo nel foyer a cura di #QuasiQuasi_social cafè_.

Si parte dal 1967, con la nascita della contestazione, dell'utopia di una lotta non violenta condotta a forza di fiori nelle armi della polizia, e si arriva al 1977, con la Bologna di Radio Alice, del congresso del movimento e la Milano del Parco Lambro, passando per la nascita del terrorismo e della lotta armata. Si parte da un decennio complicato, violento e cruciale nella storia del nostro paese per arrivare, in qualche modo, a oggi: perlomeno con il ragionamento. Non è un caso che Munzi abbia deciso di inserire all'interno dei 72 minuti del suo film, per due volte, quei cartelli di una volta che invitavano chi guardava a fermare la proiezione per iniziare a discutere di quel che si vedeva. Perché da questo documentario di montaggio, che nasce dalla voglia del regista di raccontare e raccontarsi, attraverso i documenti filmati dell'epoca, una stagione vissuta tangenzialmente per motivi anagrafici, discussioni e riflessioni nascono in abbondanza.

29/04/2017, 12:25