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AL MARE - Cercando una soddisfazione


AL MARE - Cercando una soddisfazione
Vito Palmieri
Per il suo esordio come regista nel 2004 Vito Palmieri, neolaureato al DAMS di Bologna, dirige un piccolo dramma ambientato nella provincia italiana, un corto dal grande impatto emotivo che riuscirà a vincere il primo premio come miglior cortometraggio all'EcoVision Festival e al Laura Film Festival nel 2005.

La storia è quella di Anna, una donna sulla quarantina, meridionale e sola, la cui vita è priva di qualunque tipo di soddisfazione: fa le pulizie in una ditta e fa fatica ad arrivare a fine mese, per pagare l’affitto è costretta perfino a chiedere dei soldi in prestito alla vicina.
La svolta sembra arrivare quando conosce Giovanni, un camionista barese che spesso le dà uno strappo al ritorno dal lavoro e che sembra davvero renderla felice. Giovanni sembra più restio nel darle affetto, ma nonostante ciò accetta la proposta di Anna: una gita al mare insieme.
Quando tutto sembra volgere per il meglio, una serie di stravolgimenti inattesi riporterà la protagonista a contatto con la sua triste realtà.

La bellezza del corto sta nella sua capacità di precorrere i tempi: la trama risulta tuttora molto attuale, il tema del precariato, dell’instabilità economica e della profonda insoddisfazione sul versante lavorativo sono argomenti con cui abbiamo dimestichezza (purtroppo) anche oggi.
Il mare, pur dando il titolo al film, non viene in effetti mai mostrato. Andare al mare per la protagonista rappresenta un tentativo quasi disperato di fuga, il mare altro non è che una terra promessa, un luogo che rappresenta appieno la voglia di evasione di Anna, dalla prigione che è ormai diventata la sua esistenza.

L’unica fonte di felicità per Anna è la musica: i soli momenti in cui la vediamo felice è quando si mette a cantare le canzoni di Pino Daniele a squarciagola, solo in quei brevi minuti si sente libera e leggera, tutti i problemi che la affliggono diventano insignificanti, anzi sembrano lasciare temporaneamente la sua mente fruendo liberamente dalla sua bocca insieme al testo delle canzoni. Il fatto che la stessa musica risuoni nel finale del film fa assumere al tutto un carattere beffardo e tristemente ironico.

Alessandro Testa

27/03/2017, 09:30