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Note di regia di "A pugni chiusi"


Note di regia di
A pugni chiusi è il risultato di un corteggiamento cominciato nel 2008, subito dopo il mio primo incontro con Lou Castel. Un rapporto fatto di telefonate, viaggi a Parigi (dove Lou vive), scambi di mail, proposte, tentativi abortiti, nuove soluzioni, grandi rifiuti (suoi), tenaci ostinazioni (mie). Sino al punto in cui, un passo alla volta, ci siamo finalmente trovati “complici”, sperimentando un approccio nuovo e inaspettato al film che avevo in mente di fare: un metodo di “creazione diretta”, che ha trasformato lo spessore della recitazione da un recitato storico del passato a un recitato drammatico del presente; un linguaggio imprevedibile per entrambi, scaturito nell'urgenza dell'essere “ora” e “qui”. Lou è un attore straordinario, aperto al set, alla vita, completamente in ascolto e dotato di una sensibilità unica. Ed è stato per tutte le riprese una garanzia di indipendenza e libertà assolute e fuori dagli schemi. Cito una frase che mi ha scritto appena rientrato a Parigi, finito il film: “Nel mio ritorno a Roma è questo che ho espresso in quel percorso di finta finzione fuori campo e in campo. Tuffarsi nei profondi strati della materia con corpo e mente, come se fossi ubriaco. Cosa volevo di più? Ma c'è anche un film...”. Il film, appunto. Più che un documento biografico, una performance d'attore e una dimostrazione sul campo della necessità di indipendenza e resistenza in campo culturale, politico, civile, ma anche una riflessione sulla natura umana del singolo, dalla quale mai si può prescindere, nel fallimento come nella conquista .

Pierpaolo De Sanctis