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FESTA DI ROMA 11 - "Ritmo Sbilenco"


Un filmino su Elio e le Storie Tese di Mattia Colombo – Chi sono gli Elii dietro e fuori dal palco. Una musica che fa pensare come il cinema


FESTA DI ROMA 11 -
"Ritmo Sbilenco" di Mattia Colombo
"Ritmo sbilenco" è un documentario sulla band milanese che ha costruito sulla mancanza di peli sulla lingua e sull’alto livello musicale un successo che da San Remo 1996 non si è più arrestato. La camera di Mattia Colombo si muove discreta attraverso le vite di Elio, Rocco Tanica, Faso, Luca Mangoni, Cesareo, Christian Meyer e Antonello Aguzzi tra backstage, prove e spaccati di quotidianità.

Il film su Elio e le Storie Tese è musicale, genere raro in Italia, e si focalizza su una band piuttosto schiva: i componenti si firmano con “alias” ben diversi dai nomi di battesimo e finora hanno lasciato trapelare poco niente sulla loro storia e vita privata.
“Chi più chi meno” afferma Mattia Colombo “si è esposto, ognuno si è prestato in modo singolare. Sono soddisfatto di essere riuscito a mostrare il lato umano sotto le loro maschere”.

Non si tratta di un documentario di grandi pretese: si discosta nella struttura dagli esempi internazionali di repertorio grazie a un approccio più concreto. Colombo afferma: “Lo definirei un documentario di osservazione. Ho concordato con loro le sfumature di vita e carriera su cui focalizzarmi, seguendo passo passo la creazione del tour estivo di quest’anno. Della realizzazione tecnica si è occupata la discreta troupe di studenti del laboratorio di cinema ‘Officine’, grazie anche alla disponibilità degli artisti che si sono posti sul loro stesso piano. Anche senza essere invadenti, è stato più difficile registrare il quotidiano che i momenti di impegno e concentrazione artistica”.

Le molte scene girate in sala prove hanno dato modo agli spettatori, fans e non, di gettare uno sguardo libero da preconcetti anche sul lato artistico e musicale del gruppo. Quello che più colpisce è come Elio e Le Storie Tese si gettino con passione in ogni impresa (che sia fare i papà, gli insegnanti o gli allenatori di baseball), portando anche fuori dal gruppo il ritmo sbilenco di una musica che può sembrare difficile, ma “che fa pensare come il cinema”.

23/10/2016, 10:17

Chiara Di Berardino