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Note di regia di "Con il Cuore, Oltre il Buio"


Note di regia di
L’opinione che comunemente si ha della disabilità visiva è influenzata dal pregiudizio e intrisa di pietismo. Anche io, prima di affrontare il tema, avevo un'idea distorta di questa realtà. La necessità di mantenere il giusto equilibrio narrativo mantenendo le distanze da un anacronistico sentimento di commiserazione e, all’estremo opposto, dall'enfatizzazione di una condizione comunque non sempre facile da vivere, ci ha fatto propendere per uno stile narrativo sobrio ma che, allo stesso tempo, mettesse in risalto emozioni e sentimenti. La scelta di montare in sequenza gli stralci delle interviste realizzate ai protagonisti è 3 funzionale al fare emergere, con naturalezza e in crescendo, i punti di forza e i limiti intrinsechi, estrinsechi ed indotti della condizione dell'essere ciechi o ipovedenti. Prima di cominciare le riprese temevo che la presenza di microfoni e macchine da presa intimorissero gli intervistati, che avrebbero potuto percepire la nostra presenza come una violazione alla propria intimità. L’occhio indiscreto della telecamera che scruta i volti per scavare nell’anima può, a volte, risultare sgradito a chi deve svelare qualcosa di intimo e personale. E invece no! Sono stati loro, i protagonisti, ad aprirsi spontaneamente e a parlare della propria vita con una naturalezza disarmante. Mi sono trovato al cospetto di persone brillanti, integrate e piene di gioia di vivere. Individui completamente differenti dalle figure tristi e rassegnate che, nella mia mente, immaginavo. L'energia vitale che mi hanno trasmesso è un dono che porterò con me per sempre. Con il cuore si può superare ogni ostacolo. Il buio era solo nella mia immaginazione.

Vittorio Vespucci