Sudestival 2020

VENEZIA 73 - "Spira Mirabilis" e la ricerca dell'immortalità


Presentato il primo film italiano in Concorso diretto da Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. Con gli "elementi" alla ricerca dell'esistenza senza fine


VENEZIA 73 -
La medusa immortale Turripopsis nel doc "Spira Mirabilis"
"Spira Mirabilis" è in concorso alla Mostra. È un documentario sulla ricerca dell'immortalità. In cinque forme, quanti sono gli elementi più l'etere, Massimo D'Anolfi e Martina Parenti indagano, montano e smontano le storie che vanno a formare il film.

Il Fuoco è rappresentato da Leola One Feather e Moses bring Plenty, una donna sacra e un capo spirituale della comunità Lakota che, davanti a un falò raccontano la storia dell'universo cercando di resistere alla società che li circonda. La Terra è a Milano con le statue del Duomo sottoposte a una continua rigenerazione che le mantiene inalterate nel tempo. L'Aria la fanno vibrare i due musicisti svizzeri Felix Rohere Sabina Sharer con gli strumenti in metallo che inventano e costruiscono da decenni. In Giappone c'è l'Acqua con le micro meduse immortali Turripopsis e lo scienziato che le studia Shin Kubota. L'attrice Marina Vlady, in un cinema abbandonato, esplora l'Etere attraverso L'immortale di Borges.

Spira Mirabilis appare come un'operazione molto ambiziosa ma ha il limite di non essere particolarmente scorrevole, e sicuramente poco "accogliente": durante la visione, come nella tradizione del documentario italiano contemporaneo, lo spettatore deve sapere di suo perché gli autori decidono di non rilasciare informazioni su ciò che vedono, lasciando alle immagini e all'audio, particolarmente fastidioso per qualità e volume, il compito di documentare la ricerca.

Prima di un'eventuale visione dunque, in sala dal 22 settembre, è consigliabile leggere qualcosa sul film che in tal modo però perde parte della funzione documentaristica, limitandosi a essere apprezzabile e indispensabile soltanto per pochissimi.

04/09/2016, 11:31

Stefano Amadio