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IL VINCENTE - Vivere giocando, a Parma


Esordio alla regia dell'attore protagonista Luca Magri, ambientato nella sua citt natale


IL VINCENTE - Vivere giocando, a Parma
Il gioco d'azzardo, il poker in particolare, sempre stato molto amato dal cinema di genere. Il tavolo da gioco, l'atmosfera fumosa, il brivido, il bluff, destini in bilico ogni sera, ad ogni mano, ad ogni scelta. in questa atmosfera che si muove "Il Vincente", esordio alla regia del protagonista Luca Magri, esponente di punta del tentativo di rilancio in salsa parmigiana di questo filone (lo ricordiamo ne "Il Solitario" e "La Casa nel Vento dei Morti" di Francesco Campanini, qui produttore esecutivo).

Girato a basso budget (assemblato anche grazie a una campagna di crowdfunding) e in bianco e nero, interamente ambientato a Parma, il film si concentra sulla vita di Antonio, giovane scapolo ricco di famiglia ma interamente devoto al poker, per cui ha un buon talento. Le notti a giocare, gli scherzi con gli amici, le smargiassate. Poi l'incontro con Dalia, che rimane stregata dal suo stile di vita e rischier di farne le spese. E poi, come sempre in questo genere di film, il tentativo di fare il colpo, il dubbio su chi possa meritare la fiducia, la perdizione e la possibilit di rivalsa.

Non si discosta (volutamente) dai canoni dello stereotipo "Il Vincente", e ha la sua forza proprio nella consapevolezza: trama semplice, sviluppo prevedibile ma consolidato, ambienti di provincia in linea con lo script, performance recitative un po' caricate ma lecite in questo territorio. Chi ha capito cosa aspettarsi e ama il filone trover novanta minuti di piacevole svago, per gli altri nessuna sorpresa.

C' una morale? Non proprio, anche se il gioco d'azzardo viene alla fine mostrato anche nel suo lato pi negativo e pericoloso. Un tentativo piccolo, forse si poteva fare di pi. Ma non era questo l'obiettivo de "Il Vincente", che gioca a carte scoperte la sua mano.

31/08/2016, 12:25

Carlo Griseri