Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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LOCARNO 69 - Intervista a Michele Pennetta


Il regista sarà al festival con il suo primo lungometraggio, "Pescatori di Corpi"


LOCARNO 69 - Intervista a Michele Pennetta
Il regista di Gemonio Michele Pennetta, premiato nel 2013 al Festival dei Popoli 2013 con il Premio Internazionale Migliore Mediometraggio per 'A Iucata", è in concorso al Festival del Film di Locarno nella sezione cineasti del Presente con il suo primo lungometraggio "Pescatori di Corpi". "A Iucata" era stato premiato anche Locarno nel 2013 con il Pardino d'Oro.

"Pescatori di corpi" è stato girato a Catania, grazie alle segnalazioni persone delle corse clandestine dei cavalli Pennetta era entrato in contatto con i pescatori del peschereccio illegale Alba Angela. Di cosa tratta?

È un film sull'indifferenza, in questo caso dei pescatori clandestini nei confronti dei migranti. Racconto il fenomeno migratorio da un altro punto di vista. Per scelta non mostro mai immagini fin troppo abusate di corpi che galleggiano e neppure degli sbarchi dei migranti. Questo film è il secondo episodio di una trilogia ispirata alla clandestinità.

Qual è la trama?

Il peschereccio Alba Angela galleggia nel mezzo del canale di Sicilia. Salvuccio, il capitano, ordina all’equipaggio di spegnere luci e motore, la polizia non tarderà a passare a causa di un nuovo sbarco d’immigrati clandestini. L’equipaggio ritira le reti e aspetta in silenzio nell’oscurità. Nel porto di Catania, Ahmed immagina un modo per lasciare la barca abbandonata in cui abita da cinque anni. Al calar della notte, osserva una nave cargo scaricare una merce che circola liberamente in tutt’Europa. Alle prime luci del giorno, l’Alba Angela entra nel porto di Catania e getta gli ormeggi accanto ad Ahmed. Il peschereccio illegale, con il suo equipaggio, e l’immigrato clandestino siriano, che lotta quotidianamente contro la povertà, convivono ignorandosi nella città siciliana.

Puoi darci qualche anticipazione sul prossimo film?

Ci sto già lavorando, si intitolerà "L'oro del diavolo" e tratta dello stoccaggio dei rifiuti tossici nelle miniere di zolfo dismesse in provincia di Caltanissetta e Enna. A metà strada tra documentario e fiction, protagonista assoluta sarà la miniera con alcuni personaggi di contorno, un minatore clandestino, due ragazzi che cercano cave per stoccare i rifiuti e un pastore che vive vicino alla miniera. Mi sono basato sull'inchiesta di un giornalista di Palermo. Le riprese inizieranno nella primavera del 2017. La produzione è interamente svizzera, Close Up di Joelle Bertossa e Silvana Bezzola Rigolini della RSI di Lugano.

22/07/2016, 16:18

Ambretta Sampietro