Festival del Cinema Città di Spello
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I vincitori della prima edizione del concorso
internazionale di cortometraggi Metropolis


I vincitori della prima edizione del concorso internazionale di cortometraggi Metropolis
Premio Migliore Cortometraggio
“Quello che non si vede – That wich you don’t see” di Dario Samuele Leone
Motivazione: Quello che non si vede dà voce e volto ad una versione inedita e originalissima di alienazione del lavoro: non l’uomo che si fa macchina, secondo il topos novecentesco del cinema sul lavoro, a partire da Tempi moderni, bensì l’uomo nella macchina. Una macchina che non sostituisce l’uomo, ma semplicemente e fisicamente lo incorpora, rendendo l’automazione ciò che si vede e l’apporto umano, appunto, quello che non si vede. La vita di questo piccolo uomo non si vede, eppure esiste, nel chiuso di quella scatola che contiene il dolore e la solitudine che accompagnano gesti ripetuti di una ignota micro-catena di montaggio. E’ una metafora efficacissima e geniale, forse l’ultima possibile per descrivere la parabola del lavoro. E’ una metafora che ricorda quella con cui Walter Benjamin illustrava le sue Tesi sulla filosofia della storia: quella macchina degli scacchi in grado di sbaragliare qualsiasi scacchista, ma che in realtà celava un inganno, perchè c’era un nano sotto il tavolo a determinare le mosse, un nano che, per Benjamin, rappresenta la teologia che muove il materialismo storico. Ecco, forse la metafora di Leone ci racconta che fine ha fatto il secolo del lavoro: non comanda più la scacchiera della Storia, ma distribuisce caffè e bevande ai consumatori ignari e sempre insoddisfatti.

Secondo Posto
“Out of the box” di Caroline Siegner
Motivazione: Il lavoro ti mangia la vita quando ti convince che se non ce la fai è perchè sei sbagliato. Il lavoro ti mangia la vita quando resti bloccata in ascensore e pensi che ti meriti di perdere il posto di lavoro. Out of the box sorprende per il rigore con cui descrivere la condizione di un’operatrice di call center inchiodata ad un vita insieme frenetica e vuota. Ti colpisce per il linguaggio asciutto ma intenso

Menzione Speciale
"Don’t Break the earth loves you" di Gerardo Schiavone

Menzione Speciale alla Memoria di “Adriana Uricchio”
“RollCalli” di Kuesti Fraun

17/07/2016, 08:46