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PRESS - False verità in tv, si ride per non piangere


Opera prima tutta torinese in sala con Cinecittà Luce dal 7 luglio


PRESS - False verità in tv, si ride per non piangere
Opera prima nata da un cortometraggio poi "espanso", "Press - Storie di false verità" vede la luce della sala a luglio 2016, circa un anno dopo la sua prima proiezione semi-pubblica (durante l'ultimo Torino Film Festival) e a quasi due dalla sua ultimazione.

Prodotto made in Torino (con l'appoggio di FIP e Film Commission Torino Piemonte, girato in città da autori e cast locali), il film diretto da Alessandro Isetta e Paolo Bertino, anche sceneggiatori insieme a Marco Panichella, viene distribuito da Cinecittà Luce in un pugno di copie in Piemonte per poi, si spera, estendersi a macchia d'olio nel resto d'Italia (anche se gli incassi estivi non permettono grandi illusioni...).

Maurizio lavora come giornalista per una piccola tv locale, Rete Unità 2, ma è stanco di fare servizi su notizie di paese, sempre uguali e mai interessanti. Per una serie di combinazioni, insieme al suo operatore Luca confeziona un servizio "finto" che riscuote successo e fa nascere il desiderio di farne altri, per consolidare la propria posizione lavorativa e magari aspirare a un impiego migliore...

Questa la trama del film, pretesto per una serie di gag legate al mondo dell'informazione (e dei suoi fruitori): se non tutte funzionano nello stesso modo, e se il ritmo del lungometraggio stenta a coinvolgere lo spettatore, convince sicuramente il ragionamento sullo stato dell'arte del settore, in cui a far presa e ascolti sono le notizie gonfiate e urlate, e in cui nessuno (o quasi, ma senza successo) si impegna a verificare alcunché...

Buona l'alchimia tra i due protagonisti (se proprio dovessimo scegliere uno tra Mario Acampa e Gianluca Guastella, daremmo un voto leggermente superiore alla spontaneità di quest'ultimo), a cui si aggiunge la vena non-sense di Pietro Casella, il cui personaggio - come tanti in questo film - è tenuto un po' troppo sopra le righe.

Girato con professionalità, con qualche scena più riuscita (il discorso cinefilo sul terrazzino è forse lo scambio di battute più divertente), "Press - Storie di false verità" nel finale si perde un po', tra un tocco eccessivo di moralismo e un'ultima scena ospedaliera che non si sa bene dove voglia andare a parare. Ma sono difetti che si possono perdonare a un film giovane e sicuramente interessante, penalizzato dal minutaggio eccessivo per una storia esile ma comunque godibile.

12/07/2016, 10:21

Carlo Griseri