Sudestival 2020

Grossi: "Stupito dal cinema di Bouzid,
volevo farlo conoscere a tutti"


Grossi:
Tra Torino (per CinEtica) e Roma (alla Casa del Cinema) sono in programma in questi giorni alcune proiezioni dell'ultimo documentario di Stefano Grossi "Nemico dell'Islam? (Un incontro con Nouri Bouzid)". Lo abbiamo intervistato.

Come hai conosciuto l'opera di Nouri Bouzid?

L'ho conosciuto diversi anni al festival del cinema africano di Milano, che in quel periodo era molto focalizzato sul nord Africa. Ho visto alcuni suoi film e sono rimasto sconcertato dalla qualit. Fui veramente stupito, e ho voluto che fosse ben chiaro nel film, di trovarmi di fronte ad un autore cos spregiudicato, laico e radicale su temi cos scottanti per quel mondo (o almeno per l'idea che ne avevo io). Tutto ci successo pi di 10 anni fa, la gestazione del progetto stata lunghissima.
Volevo conoscerlo, e nel 2003 ho ottenuto un primo finanziamento europeo per lo sviluppo, ma il progetto si arenato. Nel 2010 ripreso, con una mia piccola societ che ora non c' pi, e infine nel 2014 OwnAir si interessato alla cosa, su mia sollecitazione, e mi ha permesso di concluderlo ed editarlo. La loro idea ora quella di organizzare una rassegna dei lavori di Nouri per l'anno prossimo, mi piacerebbe curarla.

Come stato l'incontro con lui?

E' una delle persone pi umili che abbia mai conosciuto, estremamente amichevole e generoso. L'approccio stato relativamente semplice, gli ho chiesto di tutto e ha sempre accettato, non si mai risparmiato. Sono stato due volte a Tunisi, poi ancora per mostrargli un rough cut del film da fargli vedere, non volevo esporlo ulteriormente a potenziali pericoli. E poi c' stata una serie infinita di contatti via mail e telefono. Inoltre ha concesso ampi spezzoni dei suoi film per il montaggio, in modo gratuito: io ci tenevo perch vorrei che gli spettatori si ingolosissero e volessero vedere altro del suo cinema...
Marted 26 aprile a Roma alla Casa del Cinema ci sar poi la presentazione del film con lui, in arrivo da Tunisi.

Nouri Bouzid ha sempre lavorato su temi importanti, scomodi.

Fin dall'inizio della sua carriera (il primo film parlava di pedofilia nel mondo arabo!) ci ha sempre abituato ad affrontare temi difficili, ha sempre voluto dibattere le problematiche del suo paese e di quell'area.
I suoi copioni hanno sempre avuto molte vicissitudini, Nouri personaggio molto scomodo per le autorit e le opposizioni varie perch un libero pensatore, ma ha sempre fatto quello che voleva, ha fatto conoscere la Tunisia e il suo cinema nel mondo.
Ha le sue difficolt ma riesce sempre a superarle, vive tranquillamente in mezzo alla gente, ha deciso di non farsi condizionare troppo dal non amore per lui.
E' un autore che ha un'idea politica, sociale e di servizio (nel senso migliore) del suo cinema: linguisticamente straordinario, ma non dimentica mai che si tratta anche e soprattutto di un mezzo per sensibilizzare il pubblico su argomenti pi grandi del cinema.

21/04/2016, 08:25

Carlo Griseri