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BFM34 - "Wir Können Nicht den Hellen Himmel Träumen", la recensione


BFM34 -
Angelica e Benvenuta sono sorelle. Hanno 76 e 65 anni, vivono a Lagundo in Alto Adige e sono le uniche superstiti del loro convento di domenicane.

In punta di piedi, la regista altoatesina di Wir können nicht den hellen Himmel träumen, Carmen Tartarotti, ci accompagna nel quotidiano di queste donne semplici e rigorose, che diventano con sorprendente naturalezza personaggi di famiglia.

I loro gesti sempre uguali (dormire, pregare, lavorare, mangiare... e giocare a carte) agiscono come la ripetizione di un mantra, tramutando lo sguardo in uno specchio interiore.
Appartata in ogni angolo del convento, la videocamera consente una quieta osservazione del contesto (filari di alberi, uccelli, gatti, stanze vuote, corridoi) alternata alle attività quotidiane delle due operose suore (vendere i loro prodotti, stirare, cucire, cucinare, pregare, pulire).

Tra tanta osservazione non mancano le parole: spontanee, sincere, inaspettatamente senza filtro, spesso dal tono confidenziale, a volte urgenti nell'impulso di voler ricordare, raccontarsi e lasciare una testimonianza di sé. Ed è in queste occasioni che cogliamo lo spirito del luogo insieme a quello delle protagoniste; un luogo che rischia di morire insieme a loro, come altri monasteri dei nostri giorni.

Benvenuta, la più giovane, libera, "ribelle", suggella il documentario con la frase che darà spunto al titolo e amaramente ci accomiata dalle due sorelle: "non possiamo sognare un cielo luminoso", perché nel futuro del convento vede solo ombre.

07/03/2016, 11:00

Sara Galignano