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"Gesù è Morto per i Peccati degli Altri" al Cinema
De Seta di Palermo per il Sicilia Queer


Mentre in Parlamento si discute di una insoddisfacente legge sulle unioni civili, il Sicilia Queer filmfest – consapevole del lungo lavoro di trasformazione culturale ancora necessario per ottenere anche in Italia una legge degna di questo nome – lancia il secondo appuntamento del percorso verso la sesta edizione del festival, che avrà luogo a Palermo dal 29 maggio al 5 giugno 2016.

Dopo il successo della retrospettiva su Xavier Dolan, il Sicilia Queer porta a Palermo un evento che accompagnerà gli spettatori nel mondo della prostituzione transessuale della Catania del quartiere di San Berillo, già teatro dei romanzi di Goliarda Sapienza.
Sabato 27 febbraio 2016 alle ore 20.30 al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo sarà proiettato il film "Gesù è morto per i peccati degli altri", di Maria Arena, cui seguirà il reading "Davanti alla porta" di Franchina, una delle attrici del film. L’ingresso è libero.

Il documentario racconta la storia di Franchina, Meri, Alessia, Marcella, Wonder, Santo e Totino trans, travestiti e una donna che si prostituiscono da decenni nel quartiere San Berillo di Catania, un pugno di strette vie in rovina lasciate al degrado per 50 anni e oggi più che mai contese da interessi economici sempre più pressanti. Qui le sette protagoniste del film narrano la quotidiana attesa dei clienti segnata dai ritmi delle feste popolari dedicate a Santi e Madonne, l'intreccio di fede e vita di strada è la loro quotidianità.

Tra scene drammatiche e momenti esilaranti, il documentario mostra le "Belle" di San Berillo alle prese con la propria vita e le difficoltà di ogni giorno, con uno sguardo al loro futuro e la ricerca di una via d’uscita, che le porta anche ad iscriversi ad un corso per badanti. Nel quartiere ricevono i clienti nei ‘bassi’, vecchie case sulla strada, ma oggi rischiano di ritrovarsi senza un tetto dove esercitare e di finire ancora più ai margini, nella strada statale Catania-Gela, un non luogo dove i cavalcavia sormontano la campagna catanese ai piedi dell’Etna. Queste prostitute lamentano l’assenza di una legge adatta che regoli la loro situazione e renda lecita l’esistenza di un quartiere a luci rosse di fatto ma illegale da più di cinquant’anni.
Come novelle Samaritane, le buttane di San Berillo si raccontano attraverso aperti dialoghi tra le vie del loro quartiere, rivendicano i loro diritti, presentano l’intimità delle loro famiglie e della loro solitudine davanti alla porta in attesa dei clienti. Chi sarebbero loro dopo la ‘riqualificazione’ del quartiere di San Berillo? A nessuno importa, ma per tutti è facile immaginarle accanto alle maschere troppo truccate che restano impresse ai guidatori nelle strade a scorrimento veloce ai margini di ogni città.

"Dietro ogni prostituta" – hanno dichiarato Maria Arena e Josella Porto – "c’è una storia che bisognerebbe ascoltare per cancellare il significato spregiativo della parola. In “Gesù è morto per i peccati degli altri” non c’è nessuna ricerca dello scandalo, solo un invito a riflettere sulla prostituzione e sull’omofobia attraverso le storie di 7 individui che vivono ogni giorno dignitosamente nonostante tutto".

26/02/2016, 16:50