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Note di regia di "Limbo"


Note di regia di
La storia di questo film comincia con Domenico Procacci che mi d da leggere il romanzo di Melania Mazzucco. Conoscevo e avevo amato molto 'Vita', lo stesso effetto mi ha fatto 'Limbo'. Da tanto tempo non mi imbattevo in un romanzo italiano che parlasse di una guerra contemporanea e del corto circuito tra due mondi apparentemente distanti, la nostra realt e la guerra in Afghanistan.
Ho pensato che questo corto circuito, in modi diversi, alla base di quasi tutti i miei film, e che con Limbo avrei potuto esplorare un genere cinematografico e una realt fino ad oggi distanti da me.

Mi sembrato che Manuela Paris, la protagonista della nostra storia, fosse un personaggio fortissimo, ferito e vitale, e che in generale il racconto della condizione dei reduci, oggi, fosse qualcosa di necessario. Sono entrato nel film in punta di piedi, approcciandolo da un punto di vista umanistico, quindi lavorandoci, approfondendo, ho capito che sarebbe stato molto naturale mettere in scena personaggi e mondi mai incontrati prima.

Attraverso lo sguardo di Melania Mazzucco, poi, stato semplice addentrarmi nel racconto da un punto di vista femminile. La presenza di Kasia Smutniak, la sua forza, l'intensit e la fragilit nascosta, ha fatto il resto. stato un viaggio bellissimo e complesso, e anche unavventura produttiva non semplice. Giorno per giorno abbiamo cercato di trasformare il nostro budget in un'occasione per produrre nuove idee di ambientazione e messa in scena, in un clima di entusiasmo che raramente mi capitato di incontrare su un set. Clima che nasce dalla fiducia di Rai Fiction, Tinny Andreatta e Francesco Nardella in primis, e dall' entusiasmo di Domenico Procacci, Laura Paolucci e tutta la Fandango.

Mai come questa volta, il film frutto di un lavoro collettivo, i cui principali fautori sono stati Sandra Bonacchi per la produzione, l'aiuto regista Alessandro Casale, il dop Vittorio Omodei Zorini, Benedetta Brentan per le scene e Eva Cohen per i costumi.

Lucio Pellegrini