CINECITTÀ SI MOSTRA
I Viaggi Di Roby

MEDFILM FESTIVAL - "Napolislam"


Da porta san Gennaro alla Mecca tra fede e zeppole halal. Il documentario di Ernesto Pagano è la storia di dieci conversioni sotto al Vesuvio


MEDFILM FESTIVAL -
"Napolislam" di Ernesto Pagano
Si va dal ragazzo che si converte perché deluso dall’impegno politico, alla ragazza che diventa Amina per amore di un giovane algerino, al disoccupato che trova una risposta all’ingiustizia sociale. E poi ci sono le donne, divise tra la voglia di seguire i precetti, come quello di indossare il velo, e la necessità di trovare un lavoro per cui quel velo non sarebbe ben visto ma che non le fa sentire schiave e al contrario le rafforza nell'identità e le protegge.

Persone diverse, in "Napolislam", che hanno trovato nel Corano una risposta al consumismo sfrenato o “un libretto per le istruzioni dell’uomo” come dice l'Imam di Piazza Mercato , Massimo Cozzolino Abdallah. Il progetto cominciato nel 2007 ha dato la possibilità al regista di stabilire un rapporto di fiducia con i convertiti, altrimenti restii a far entrare una telecamera nelle loro vite private.

È stato poi girato tra il 2014 e il 2015, anno dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo ma i neo-musulmani di Pagano condannano l’Islam come metafora del terrore e lo promuovono come modello di civiltà.
È straniante sentire queste persone con forte accento napoletano che seguono le regole coraniche e affrontano il tema islamico con i loro familiari. Ne nascono anche momenti di grande comicità come la storia di Giovanni Yunis: proveniente da una famiglia cattolica osservante, si è convertito e si è messo a studiare l'arabo nonostante sia ormai anziano. Sua moglie, però, non si è convertita: «A me la chiamata non l'ha fatta nessuno! A me non mi è venuto niente dal Cielo e io sto bene cosi!», ribatte con ironia mentre il marito spiega come si è sentito chiamato da Allah. Eppure i due continuano a convivere pacificamente, a dormire nello stesso letto dietro il quale campeggia l'effigie della Madonna, nelle stesse stanze in cui Giovanni stende il tappetino verso la Mecca per pregare.

Napoli è da sempre una città devota, sempre ricca di spiritualità, la sua religiosità è continua, quotidiana, dal sangue di san Gennaro, tra sacro e profano. Così la fede islamica dei protagonisti va a fondersi con la loro cultura napoletana che è sempre stata islamica-cristiana-ebraica, popolo arabo e popolo napoletano hanno molto più in comune di quanto ciascuno ne abbia con il Nord Italia e il Nord Europa.

Ernesto Pagano è attento, in questo docu-film, a non lanciare allarmi sull'islamizzazione delle periferie come metafora di una conquista territoriale: napoletani che non sanno magari esprimersi in italiano, ma recitano perfettamente le preghiere in arabo. Napoli è da sempre capitale di tolleranza, di dialogo con le minoranze, una città che insegna la convivenza delle diverse civiltà del Mediterraneo, mare fra le terre, crocevia di popoli, culture, lingue e religioni. Non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre, un crocevia antichissimo.

Vincitore del Biografilm Italia Award 2015, "Napolislam" dimostra come sia il Sud Italia il vero territorio che può fornire dialetticamente prospettive nuove per prassi di vicinanza umana. Napolislam appunto: avanguardia ipotetica di un’ Europa che si sta lentamente islamizzando. Integralisti? No grazie siamo napoletani!

11/11/2015, 18:44

Maria Di Lauro