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Note di regia di "Poli Opposti"


Note di regia di
Quando la scorsa estate ho letto la sceneggiatura che i produttori della Rodeo Drive mi stavano proponendo, ho capito immediatamente di avere tra le mani il progetto giusto per il mio film d’esordio. Anche se non le avevo scritte io, vi erano infatti in quelle pagine tutti gli elementi che avevo sempre sognato di poter un giorno portare sul grande schermo. A partire dal genere, una commedia romantica dall’impianto classico ma piena di spunti attuali, “all’americana”, per intenderci.
C’era la classica battaglia tra i sessi con due protagonisti di grande fascino, una donna emancipata che ha cresciuto da sola un figlio, un separato novello pronto a ricostruirsi una vita, una mangiauomini all’apparenza aggressiva destinata a creare confusione tra i protagonisti, un corollario di adorabili personaggi di contorno e la magia di una città fin troppe volte mostrata sullo schermo ma sempre meravigliosa, perfetto sfondo per un romantico ballo notturno, come in un film degli anni ‘50.
E proprio ai miei grandi, e inarrivabili, riferimenti cinematografici del passato è andato il primo pensiero: Hawks e Cukor in testa, ma anche le commedie della Universal degli anni ‘60.
In questo film ho avuto la fortuna di lavorare con un talento innato come Luca Argentero e con una delle nostre attrici più brave e sofisticate, Sarah Felberbaum. Nel film incarnano due poli opposti che inevitabilmente si attraggono, facendo degli scontri e dei contrasti iniziali un vero e proprio linguaggio d’amore.
I due personaggi, un po’ upper class, hanno permesso di giocare con il glamour, altro ingrediente fondamentale per questo tipo di commedia: personaggi pazzerelli, ricchi e ben vestiti. Scenografie e costumi contribuiscono a creare i caratteri, come una vestaglia che sembra uscita dall’armadio di Jean Harlow o il poster a tutta parete di Casablanca nella casa di Sarah/Claudia. E tra i due si fa largo il terzo protagonista del film, il figlio della donna, Luca, molto amato ma non abbastanza compreso dalla madre, perennemente a disagio (si nasconde dietro un adorabile/orrendo cappellino di lana) e alla ricerca di una figura di riferimento. E’ proprio Luca a tessere volontariamente o meno la rete sentimentale in cui si ritroveranno imbrigliati Claudia e Stefano.
Un film che spero possa aggiungere una nota fresca e romantica alla prossima stagione cinematografica e regalare allo spettatore un’ora e mezza di leggerezza.

Max Croci