Sudestival 2020

IN UN POSTO BELLISSIMO - I ricordi e la libertà


Il nuovo film di Giorgia Cecere mostra, senza scavare, le angosce di una giovane madre alle prese con i ricordi e con l'infedeltà del marito.


IN UN POSTO BELLISSIMO - I ricordi e la libertà
Isabella Ragonese e Alessio Boni
Non è mai facile parlare di un film d'autore italiano. E quando volontariamente gli autori (sceneggiatori e regista) lavorano così in "levare" da lasciare quasi nulla alla spettatore, parlarne bene è un'impresa ai limiti dell'impossibile.

Il dramma personale. Eccolo lì l'argomento intorno al quale tutti i film italiani di oggi ruotano senza soluzione. E come argomento potrebbe esserci tutto se non fosse che lì intorno, sia per carenza di mezzi, sia per limiti degli autori, sia per difficoltà a reperire interpreti, non si riesce a creare la benché minima forma di spettacolo.

In un Posto Bellissimo racconta di Lucia, una giovane madre, Isabella Ragonese, dall'esistenza piatta e pregna di un'angoscia esistenziale causata da non si sa bene cosa. Non ha grande spessore e il solo sospetto (fondato) che il marito, Alessio Boni, abbia l'amante, le stampa sul volto una cupa mono-espressione che l'accompagna per i nove decimi iniziali del film. Appare evidente che l'interprete c'entra poco, sembra piuttosto che la regista si sia fermata a una descrizione del personaggio generale, senza valutare che una variazione espressiva messa nel punto giusto, oltre che arricchire il personaggio dando più risalto ai momenti di tristezza, giustifica l'impegno di un'attrice professionista e il costo parziale del biglietto.

Oltre alla monotonia, Giorgia Cecere e il co-sceneggiatore Pierpaolo Pirone strutturano ogni scena ad uso e consumo della scena stessa. Che si sia in un bar, in cucina o in sala da pranzo i personaggi sono lì esclusivamente in funzione del film; pensano, parlano e agiscono (pochissimo) solo in favore della macchina da presa e della storia, limitando ogni azione in grado di regalare al film un po' naturalezza e verità, indispensabile se si ha la pretesa di raccontare persone e fatti comuni. E le frasi banali pronunciate per farci entrare nel mondo reale dei personaggi, sono così buttate via da diventare inefficaci e inappropriate.

"In un Posto Bellissimo", finanziato dal Mibac, da Rai Cinema, dalla Film Commission Piemontese, dal Comune di Asti e distribuito da Teodora sarà in sala in 60 copie da giovedì 27 agosto.

26/08/2015, 09:56

Stefano Amadio