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A Firenze torna al cinema la versione restaurata
di "Roma Città Aperta" di Roberto Rossellini


A Firenze torna al cinema la versione restaurata di
In occasione del 70° anniversario della Liberazione di Roma, avvenuta nel 1944, torna alla luce il capolavoro del cinema "Roma Città Aperta" di Roberto Rossellini (Italia/1945, 100’), film simbolo dei valori della Resistenza e della nuova Italia che nasceva dal dolore della guerra. A Firenze sarà proiettato, in versione restaurata, da lunedi 31 marzo presso lo Spazio Uno (via del Sole, 10) e il Cinema Stensen (viale Don Minzoni 25 C), e mercoledi 23 aprile presso il Cinema Fiamma, a cura di Quelli della Compagnia (via Pacinotti, 13 r). Per omaggiare questo capolavoro della cultura italiana, le sale fiorentine hanno deciso di tenerlo in programmazione con più repliche per tutto aprile, scommettendo che il pubblico risponda con interesse.

Il nuovo restauro, che è promosso da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale nell’ambito del Progetto Rossellini, è stato realizzato dal laboratorio della Cineteca di Bologna L’Immagine Ritrovata a partire dal negativo originale ritrovato nel 2004 e conservato presso la Cineteca Nazionale. Il negativo era composto da ‘frattaglie’ di pellicola di diversa provenienza e ciò fu la conferma di essere tornati in possesso proprio del negativo originale: quei frammenti erano in circolazione sui banchi del mercato nero durante il periodo della guerra. Un segno ulteriore delle numerose difficoltà affrontate dal regista nella realizzazione dell’opera. Quale testimonianza tangibile di un cinema che oltrepassa la particolarità dell’opera e arriva al cuore della storia e degli spettatori, Roma città aperta nell’estate del 2013, alla prima assoluta del nuovo restauro, ha visto la partecipazione di oltre 7mila persone in Piazza Maggiore a Bologna.

Nel gennaio del 1945 gli studi di Cinecittà erano occupati dagli sfollati e la location del film dovette cambiare più volte, fino ad arrivare al vecchio teatro Capitani, dove, tra i calcinacci e le rovine di Via Raimondo Montecuccoli, venne girata la famosa scena dell’uccisione della vedova Pina. Non fu facile nemmeno reperire le comparse che avrebbero impersonato i militari tedeschi: il ricordo ancora vivo delle violenze subite rendeva impossibile e doloroso il distacco necessario alla recitazione.

Nel 1952, dopo la Palma d’oro a Cannes del 1946, la nomination all’Oscar e la fama internazionale per il regista e per Anna Magnani, Rossellini definì "Roma Città Aperta" "il film della paura: della paura di tutti, ma soprattutto della mia. Anch’io ho dovuto nascondermi, anch’io sono fuggito, anch’io ho avuto amici che sono stati catturati o uccisi. Paura vera: con trentaquattro chili in meno, forse per fame, forse per quel terrore che in Città aperta ho decritto".

29/03/2014, 18:48

Marta Leggio