I viaggi di Roby

Note di regia del film "Un Matrimonio"


Note di regia del film
Nove anni fa, il 27 giugno del 2004, mia moglie ed io, abbiamo festeggiato quarantanni di matrimonio. Al termine della colazione, nel sole della campagna umbra, guardavo incredulo i nostri figli, i tanti nipoti, i miei fratelli, ognuno di loro tassello di un grande insieme che la nostra famiglia. Comera stato possibile che quella ragazzina della quale mi innamorai a prima vista, si fosse tradotta nella donna che mi sarebbe stata accanto in un percorso cos lungo? Che cosa aveva fatto s che due esseri umani provenienti da ambiti sociali e culturali cos difformi abbiano condiviso gran parte della loro vita? Cosa ci aveva aiutati a superare le tante burrasche? Quale collante aveva fatto s che una mia fuga o una sua, non si sia conclusa con una definitiva separazione ma sempre con un ritorno? Com stato possibile che lei sia diventata lessere umano che pur nelle quotidiane insofferenze mi pi indispensabile?
Quale misterioso intuito mi aveva guidato nel decidere che lei e nessunaltra delle tante ragazze dei tempi della jazz band dovesse essere la donna della mia vita?
a questa domanda che ho cercato di dare una risposta con un film lungo seicento minuti (definirlo fiction mi pare rinunciatario) che narra la storia di un matrimonio, dal primo momento in cui i due protagonisti della vicenda si incontrano per concludersi con la celebrazione delle nozze doro.
Cinquantanni di vita di una famiglia Bolognese, dal primo dopoguerra al presente.
Oggi le storie televisive o cinematografiche che riguardano la famiglia ne privilegiano le dissonanze. La storia di mezzo secolo del nostro paese narrata attraverso un matrimonio che regge quanto di pi controtendenza si possa proporre.
Mi apparve gi da quel primo momento in cui la immaginai, nel salutare i miei cari sul cancello di casa mia, un bel pretesto, soprattutto una bella provocazione, cos si insinuata in me lidea di poterla proporre alla televisione. Non stato semplice individuare al di l della scrivania chi fosse disposto a entusiasmarsi a una storia cos in controtendenza. Sono trascorsi molti anni e poi il miracolo, lincontro con un gruppo di funzionari di Rai Fiction davvero entusiasti del progetto. grazie a loro che mi sono trovato nellopportunit straordinaria di poter recuperare, nella sua sontuosit, gran parte della nostra aneddotica familiare, costringendo zie, cugine, amici a frugare cassetti e bauli in cerca di fotografie, lettere, certificati anagrafici. Qualunque documento potesse aiutarci a ricostruire una vicenda cos ampia.
Nello scriverla, senza quella cautela produttiva che mio fratello Antonio avrebbe giustamente auspicato, ci siamo accorti di aver messo in campo ben 259 personaggi. Un cast vastissimo e tutto straordinario. infatti ai tantissimi attori che mi hanno accompagnato in questo viaggio emotivamente fantastico che intendo dedicare questa storia. In cos tanti anni di cinema non mi era mai capitato di arrivare allultimo giorno di riprese percependo in ognuno di loro una commozione cos forte.
In ognuno di loro lidentificazione con il personaggio che interpretava si era fatta misteriosa, inestricabile. Nel lasciare per lultima volta in camerino il loro costume non si sarebbero liberati cos facilmente di quella zia Lilliana o di quel nonno Sisto ai quali avevano dato cos tanto e dai quali avevano cos tanto ricevuto.

Pupi Avati