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Note di regia del documentario "Ciò Che Mi Nutre Mi Distrugge"


Note di regia del documentario
Solamente osservando quanto si dice, o non si riesce a dire durante la terapia, osservando i gesti, gli sguardi, le reazioni, si riesce a comprendere le dinamiche che sottendono a questa malattia. Un film che potesse mostrare a tutti cosa avviene durante le terapie, è sembrato quindi il modo più efficace per affrontare questo tema. La scelta presuppone uno stile di regia di tipo “osservazionale”, interferendo il meno possibile con quanto avviene davanti all’occhio della camera, ciò permette di penetrare a fondo nelle singole storie, affrontare il tema senza sentimentalismi o retorica, arrivare lì dove nessun commento, intervista o ricostruzione servirebbe a rendere così nitida la realtà. I silenzi durante le sedute di terapia parlano più delle parole. Gli sguardi, i gesti, le reazioni, raccontano emozioni forti, conflitti interiori, dramma e speranza.

La presenza dell’operatore alla macchina da presa è molto discreta, col tempo si è resa invisibile.

Particolare attenzione viene rivolta a non modificare la luce e la generale atmosfera dell’ambiente nel quale hanno luogo le terapie. L’esigenza e la scelta di rendere la nostra presenza il meno invasiva possibile influisce sul risultato del film in termini estetici: il tempo filmico scorre come in tempo reale, la realtà non è rappresentata ma restituita nella sua crudezza, nella sua verità. Il film-documentario trae forza dalla sua “asciuttezza”.

Il progetto, per le sue peculiarità, conta sul sostegno e sull’approvazione dell’equipe medica: per la delicatezza del tema trattato è stato indispensabile confrontarsi col parere dei medici e degli operatori che collaborano con noi a stretto contatto.

Già in fase di scrittura, abbiamo incontrato l’intera equipe diretta dal Dott Cotugno, responsabile del servizio per la Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare della ASL di Roma E, con la quale abbiamo avuto numerosi incontri. In questa fase abbiamo raccolto le impressioni dei medici e degli operatori decidendo insieme il percorso migliore per un approccio rispettoso nei confronti di pazienti e familiari.

Il Dott Cotugno ha espresso con lettera di intenti il proprio appoggio al progetto condividendone le scelte, i modi, le intenzione e le finalità . Il film ha ricevuto il sostegno allo sviluppo del Programma Media della Comunità Europea e il riconoscimento dell’interesse culturale da parte della Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il canale Rai3 trasmetterà il documentario all’interno del programma Doc3.

La ConsultaNoi, che riunisce le Associazioni dei Disturbi del Comportamento Alimentare, ha condiviso le intenzioni e finalità del progetto e ritiene utile diffonderlo attraverso la rete di associazioni che aderiscono alla Consulta.

Per la prima volta si aprono le porte di un centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare e si accede alle sedute di psicoterapia.
Storie di disagio, sofferenza, senso di inadeguatezza, ma anche di speranza, che si esprimono attraverso il tragico tentativo di dominare il proprio corpo.

Ilaria de Laurentiis e Raffaele Brunetti

24/11/2013, 10:00