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Il cinema di Giovanni Princigalli alla Mediateca Regionale Pugliese


Il cinema di Giovanni Princigalli alla Mediateca Regionale Pugliese
Uno appuntamento speciale da lunedì 10 a lunedì 17 giugno 2013 alla Mediateca Regionale Pugliese, che ospiterà il cinema “migrante” e documentario di Giovanni Princigalli, regista barese, trapiantato in Canada da oltre dieci anni, che nella sua città torna a proporre alcuni dei suoi lavori più significativi, tutti legati al tema della migrazione e del confronto tra culture e storie umane.

Lunedì 10 giugno saranno proiettati “Ho fatto il mio coraggio” alle 18.30 e “I fiori alla finestra” alle 19.20. Nel primo si narra di storie d’amore, matrimoni tristi e felici, fidanzamenti, incontri per foto, procura e posta tra gli Italiani di Montréal e gli Italiani del Sud Italia, tra gli anni ’50 e gli anni ’60. Il film si sofferma poi su temi quali la trasformazione e il passaggio di tali “promessi sposi” da contadini in operai (si parla quindi dei conflitti sul lavoro, il sindacato, il padronato, la condizione della donne in fabbrica), ed infine la vecchiaia, e come si attende l’ultimo viaggio, l’ultimo passaggio, quello dalla vita alla morte o ad un’altra vita ancora. Le musiche sono tra gli altri firmate da Officina Zoè ed Ambrogio Sparagna.

“I fiori alla finestra” è invece la storia di Nadège, Amélie e Léonie che volevano migliorare la loro vita. Sognavano di volare attraverso la finestra di un sito d’incontro amorosi o di una web cam, ma che invece resteranno nel loro paese, il Camerun, cambiano così non più di paese ma di vita, cercando di migliorare quest’ultima grazie all’arte. Ma è altresì la storia della loro amicizia con il regista del film che per conoscerle e raccontare la loro storia realizzare il suo primo viaggio in Africa.

Lunedì 17 giugno, alle 18.30, sarà invece proposto “Japigia Gagì”, la cui proiezione sarà seguita da un incontro dibattito con il sociologo Franco Cassano. Girato nel quartiere Japigia di Bari, il documentario guarda alla comunità rom che qui vi risiede in un campo fatto di baracche di legno e circondato dagli alti ed enormi palazzi della periferia: un villaggio nel bel mezzo di una foresta, la cultura circondata dalla natura o se si preferisce da un’altra cultura. Per motivi igienici il pericolo di sgombero da parte del Comune è incombente. Due volontari seguono da vicino la vita nel campo. Per evitare lo sgombero, la parrocchia rionale e la diocesi mettono a disposizione alcuni prefabbricati ed un terreno di loro proprietà. Ma in cambio i rom devono mandare i bambini a scuola.

09/06/2013, 12:43