Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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SMFF - ALFONSINA Y EL MAR - Un film particolare e vero


SMFF - ALFONSINA Y EL MAR - Un film particolare e vero
"La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione, Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo, e si finisce col cambiare i canali della TV". Con questa frase, che riassume il senso dell'opera, si apre "Alfonsina y el Mar", lungometraggio di Davide Sordella e Pablo Benedetti in arte Kiff Kossof. Lucia, intepretata da Lucia Bosè, è un'anziana attrice e regista italiana, che torna nel suo paese della sua infanzia nel nord del Cile per portare a termine il suo sogno, quello di creare un canale televisivo, ricominciando la sua vita da zero. Con l'aiuto di una giovane donna locale, Warmi (Magaly Solier), che è sempre vissuta nel villaggio, inizia la sua avventura televisiva, scoprendone ancora una più grande, quella della vita e della semplicità delle cose. Inizia così la produzione di Fitzcarraldo TV con programmi che vanno dal telegiornale al reality show, dal programma musicale al karaoke. Lucia, però si rende conto di realizzare sempre più programmi che seguono solo il gusto della gente, facendo più o meno le stesse cose delle TV del suo paese di origine. Da qui inizia la sua crisi esistenziale, dalla quale ne uscirà con l'aiuto delle donne del paese, facendosi sempre più coinvolgere nei loro sogni e dalla realtà della vita locale.

Sordella e Benedetti, giunti alla loro opera terza dopo "Fratelli di Sangue" e "Corazones de Mujer", continuano nel loro percorso di sperimentazione e di scoperta del mondo femminile. Il cinema del duo K. Kossof può piacere o meno, ma almeno ha l'audacia di intraprendere nuove strade, di porre l'attenzione su svariati argomenti, di realizzare un qualcosa che è cinema "non commerciale". Sono pochi in Italia, ormai, gli autori che "sperimentano", che cercano nuove strade e "Alfonisna y el Mar" è uno di quei film che non incasserà al botteghino cifre spropositate, se mai riuscirà a raggiungere le sale, ma che ci riporta a qualcosa di vero, alla rappresentazione della vita e delle drammatiche condizioni sociali.

15/12/2012, 12:54

Simone Pinchiorri