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SENZAPACE - Al Pigneto senza compromessi


Per vederlo seguite la pagina FB "Cinematografo Poverania" che lo propone in diversi locali di Roma. Raccontare senza prendersi troppo sul serio.


SENZAPACE - Al Pigneto senza compromessi
Max Pica e Roberta Bizzini in "Senzapace"
"Senzapace" non ha nulla a che fare con il cinema. Con quel cinema che siamo abituati a vedere, che ci aspettiamo di vedere in una sala del centro o in una multisala, oppure in tv dopo qualche anno. No, Fabio Morichini non pi interessato a quel tipo di cinema, fatto di copione, di dialoghi, di attori, costumi e scenografie.

Per lui, per Valerio Pileri e Matteo Sapio autori della sceneggiatura, ma anche per gli interpreti tutti, il "cinema" solo un supporto per raccontare una storia, per mostrare la vita e un punto di vista su di essa e su gli altri; come la carta per un romanzo, non ha alcun peso sul valore finale, ma un supporto indispensabile per l'esistenza del libro.

Immagini, suoni, parole che compongono "Senzapace", hanno trovato nel film il modo di incontrarsi creando una storia. Il racconto di un uomo e una donna, del loro amore/odio/indifferenza, dei loro amici, e del quartiere che li ospita, il Pigneto, luogo senza identit, sfondo ideale per personaggi normali in una metropoli sempre pi uguale a tutte le altre del mondo.

Morichini non gira dal vero, va oltre. Ricostruisce luoghi qualunque con una sorta di digitale anni 90, muovendo come cartoni animati i suoi attori, Roberta Bizzini, Max Pica e gli altri, con il profilo corroso dal croma key e con la voce fuori sincrono che si mischia ai pensieri a voce alta.

L'operazione di non film interessante, e spesso divertente, in un panorama cinematografico italiano sempre pi piatto e compromesso. Almeno coraggiosa e diversa e riesce a cogliere e mostrare con acume i luoghi comuni di cui ogni generazione si alimenta.

26/11/2012, 19:41

Stefano Amadio