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Festival Roma - INTERDIZIONE PERPETUA


Il regista e produttore Gaetano Di Vaio si aggira in una Napoli che fatica a sopravvivere soprattutto grazie alle distrazioni e alle dubbie scelte dello Stato


Festival Roma - INTERDIZIONE PERPETUA
"Interdizione Perpetua" di Gaetano Di Vaio
Il Saponaro, lavoro arrangiato per eccellenza non si può più fare. A Napoli, si rischia la galera se si raccoglie ferro o metallo per strada rivendendolo alla ferriera per guadagnare la giornata. Gaetano Di Vaio racconta le difficoltà di chi ha dovuto cambiare mestiere, vita e città abbandonando un lavoro che in fondo può essere solo d'aiuto per la comunità.

La vita è difficile e girare tutto il giorno rischiando l'arresto per recuperare in strada o in discarica qualche pezzo di ferro non è più cosa e dunque in tanti si sono reinventati, malgrado la quasi assoluta mancanza di lavoro in Campania. I personaggi che Di vaio segue direttamente dalla mattina alla sera continuano ad arrangiarsi, mostrando una città e un mondo ai limiti della povertà assoluta, sicuramente lontani da quello che possiamo definire benessere.
Gli aiuti della Caritas arrivano ogni mese sotto forma di generi alimentari ed è seguendo le loro tracce che il regista e produttore di "Interdizione Perpetua" trova chi può raccontare la sua storia, la sua avventura di raccoglitore di ferro, finita con una notte in carcere, una denuncia a piede libero o una salatissima multa.

Tra caffettiere che viaggiano senza sosta, gli ospiti appaiono rassegnati a dover mantenere se stessi e la propria famiglia, spesso numerosa, con un lavoro diverso, increduli sull'applicazione di una legge assurda.

Gaetano Di Vaio sceglie ancora la sua Napoli e mostra di saperla raccontare con occhio esperto anche grazie alla sicura drammaticità di personaggi e situazioni, di volti e di immagini, girando un documentario montato con il giusto ritmo in una città che è sempre serbatoio di storie interessanti.

17/11/2012, 19:27

Stefano Amadio