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Festiva Roma - IL LEONE DI ORVIETO sbarca a Hollywood


Un documentario di Aureliano Amadei sul finanziere pi chiacchierato degli anni 80. Giancarlo Parretti, socialista e scalatore di societ che compr la MGM


Festiva Roma - IL LEONE DI ORVIETO sbarca a Hollywood
Giancarlo Parretti, "Il Leone di Orvieto"
Parretti ruggisce ancora! L'accento non cambiato ma il "tornado" finanziario made in Italy degli anni 80, continua, anche con il solo racconto delle sue vicende, ad attirare l'attenzione e soprattutto a scatenare l'ilarit dello spettatore.

"Il Leone di Orvieto" (citt natale del capo della Metro Goldwin Mayer, produttore di "Thelma e Louise"), la storia della sua vita, dalle esperienze di cameriere, all'acquisizione delle case cinematografiche pi famose del mondo, per finire con l'arresto e il tramonto della carriera e del decennio dei "rampanti".

Non che oggi siano migliorati, i finanzieri, ma allora, specie con personaggi come Parretti e il suo socio Florio Fiorini era l'alba dell'acquisto allo scoperto, delle plus valenze fittizie, delle societ comprate a 10 e rivendute a 100 con i soldi delle banche. Tutto era permesso in nome del dollaro, tranne ovviemente pestare i piedi ai potenti.

Aureliano Amadei firma questo documentario su un personaggio, su un'epoca e su alcuni caratteri che non cambieranno mai: i banchieri francesi ad esempio, che avevano prestato i soldi a Parretti per acquistare la MGM, sono oggi arroganti come allora, quando temendo di dover vedere un "cafone italiano" a capo del cinema mondiale (con i loro soldi) fecero di tutto per farlo fallire, rimettendoci, come degli stupidi, l'investimento e l'intera banca. Per loro l'italiano sempre in odore di mafia, ma quando guardano bruciare un piano intero della loro banca e andare in fumo quintali di documenti, fanno spallucce e guardano da un'altra parte.

La ricerca della verit sulla storia finanziari pi famosa del decennio documentata con interviste e testimonianze e Amadei, con il suo racconto animato da figure e qualche artificio digitale dell'immagine, riesce a cogliere e ad offrire tutti gli aspetti ironici della faccenda. E per un documentario italiano, oggi un risultato eccezionale.

13/11/2012, 12:57

Stefano Amadio