Sudestival 2020

Note di regia del documentario "S.B. Io lo Conoscevo Bene"


Note di regia del documentario
Perch, in un paese libero come lItalia, un tycoon televisivo potuto diventare un uomo politico e capo di governo talmente potente da segnare quasi un ventennio della recente storia del nostro paese? Solo grazie al suo potere mediatico? Di Silvio Berlusconi e dellanomalia che egli ha rappresentato nel panorama delle democrazie occidentali il mondo intero ha parlato a lungo e continua ancora oggi a parlare. A volte con preoccupazione, quasi temendone leffetto contagio. A volte con derisione, ricostruendone le contraddizioni e le innumerevoli disavventure giudiziarie, gli scandali sessuali, le imbarazzanti gaffe e quel suo modo naif e smargiasso allo stesso tempo di comportarsi alla tavola dei leader internazionali. Ma nessuno ha mai risposto a quelle due domande: perch proprio lui? E perch proprio in Italia? Proviamo a farlo per la prima volta in questo film.
S.B. Io lo conoscevo bene non un'inchiesta su Silvio Berlusconi, ma una ricostruzione dell'ascesa e declino da tragedia shakespeariana, di un uomo che ha segnato un'epoca, cambiando il corso della politica. E della storia d'Italia, con profonde rotture nella psicologia, nel costume e nella cultura di un popolo. Abbiamo concepito il nostro film come un ritratto antropologico dell'uomo, nell'intenzione di far emergere gli aspetti di un carattere e di una personalit a suo modo unica. E abbiamo scelto di farlo con uno sguardo freddo, non emotivo, adottando, come idea narrativa, lo strumento dell'intervista, e di altre piste linguistiche utili a contestualizzare ed evocare, come il repertorio e l'animazione. Uno sguardo attento alla storicizzazione del personaggio e della sua vicenda (perch Berlusconi il prodotto di una storia e di un'epoca), pi che al giudizio politicomorale (o moralistico). Un punto di vista particolare. Non quello giudiziario delle Procure o dei suoi detrattori. Ma quello delle testimonianze dei suoi amici di un tempo, ormai ex amici, o presunti tali.
Uomini e donne che lo hanno conosciuto da vicino, e ne hanno condiviso amicizie, relazioni e ascesa professionale. Ex collaboratori nelle sue tv al principio di quella rivoluzione televisiva che ha trasformato il panorama politico, sociale e culturale del nostro Paese; o compagni di avventura politica. Testimoni e protagonisti di unesperienza in cui avevano riposto grandi speranze. E che poi, invece, hanno visto concludersi in modo davvero inglorioso.

Giacomo Durzi e Giovanni Fasanella