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VENEZIA 69 - GLI INTREPIDI - Tra finzione, letteratura e realtà


VENEZIA 69 - GLI INTREPIDI - Tra finzione, letteratura e realtà
Ci sono i cannibali ed i pirati, le barche e le selve inesplorate, l'avventura e l'evocazioni a Emilio Salgari; ma anche il rap, il David Bowie dell'Uomo caduto sulla terra, una radio che divulga notiziari sulla morte in diretta, i pc ed una fiera di paese, nel film "Gli Intrepidi" di Giovanni Cioni, prodotto dalla Quarto Film di Giovanni Maderna. Il lungometraggio "gioca" tra l'intersezione di tutti questi elementi, strutturandosi su vari piani narrativi dalla finzione alla realtà, senza trascurare il richiamo alla letteratura.

Cioni riprende i luoghi con una minuziosa ricerca dei particolari, segue con la telecamera un gruppo di adolescenti di un paese dell'Appennino toscano, come stesse filmando i personaggi di un racconto d'avventura. "Gli Intrepidi" diventa, così, un'opera sul rapporto tra immaginario e realtà, caro anche all'opera salgariana, dove l'avventura vera è quella della vita.

Il regista usa come attori i ragazzi dei suoi laboratori di cinema nella scuola media di Barberino di Mugello, tra i quali i due protagonisti Emma Parrini e Davide Guasti, ma anche attori veri e propri come Giovanni Martorana, Carlo Monni e Stafano Sarri, i pirati naufragati sulle coste venezuelane, che nella narrazione sono veri attori, catapultati sul lago di Blilancino in attesa di un regista che non è mai arrivato. C'è anche un pastore solitario, un personaggio "bordeline", che vive rintanato nei boschi ai margini di una società che non sente sua.

"Gli Intrepidi" risulta, in ultima analisi, un'opera rappresentativa dello stile cinematografico del regista, basato sull'immaginario e su elementi evocativi. L'autore riesce a curare esteticamente e narrativamente i suoi film in modo non convenzionale e tende come in un'avventura a spingersi oltre ai "classici" canoni filmici.

04/09/2012, 23:00

Simone Pinchiorri