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LA PATENTE - Disavventure in automobile


Il film d'esordio di Alessandro Palazzi ambientato in una scuola guida romana frequentata da clienti decisamente sui generis e gestita in modo poco convenzionale dai suoi proprietari. Tra macchiette e disastri, ci si avvicina al temutissimo esame... In sala dal 27 agosto 2012.


LA PATENTE - Disavventure in automobile
"La Patente" il lungometraggio d'esordio di Alessandro Palazzi, una commedia le cui vicende ruotano tutte intorno a una sgangherata scuola guida romana, i cui destini - o almeno quelli del suo gestore pro tempore, ex fidanzato della proprietaria - dipendono dal positivo esito dei prossimi esami per la patente.

Film corale, che nasce con l'idea di giocare con lavori precari e stranezze della vita quotidiana, unendo nello stesso luogo chiuso (l'aula delle lezioni e l'auto di prova) personaggi bizzarri (pure troppo, forse) in situazioni al limite.

C' la cinese che non parla mai e usa le lezioni per fare i suoi (vari) affari, il timido ragazzo innamorato della "bella", che ha sempre le cuffiette alle orecchie, e c' anche il filippino che non capisce l'italiano ma costretto dalla padrona a prendere la patente. E poi, ancora, la trans con cui esce il gestore, un ex-cameriere improvvisato insegnante, istruttori di guida agli antipodi (il burino sciupafemmine e l'effeminato precisino), due ex dipendenti in sit-in costante...

La "fauna" umana varia, ce n' per tutti i gusti ma l'eccessivo affollamento del cast non permette alla sceneggiatura di realizzare contorni ben definiti a nessuno dei suoi personaggi, meno che mai - il vero peccato - del gestore-protagonista, in crisi con la ex(?), amante del trans e afflitto da dolori di stomaco sottolineati da rumori fuori campo che stonano.

Tanti, troppi siparietti portano avanti il film fino alla sua conclusione, i sospirati esami (la cui risoluzione dopo la lunga attesa un po' troppo tirata via): un copione pi adatto a una sitcom che a un lungometraggio, con siparietti autoconclusi che sembrano attendere solo le finte risate tipiche di questa comicit televisiva.

Si nota la cura con cui le inquadrature sono state costruite (il livello della fotografia superiore a quella del genere), e anche il livello della recitazione pi che sufficiente: mancano le risate vere e proprie (si sorride un po', ma ci si aspetta di pi) e si arriva al finale un po' faticando a causa della costruzione del plot. Peccato, ma qualcosa di buono si intravede: pur sempre un esordio, no?

22/08/2012, 11:00

Carlo Griseri