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Note di regia del documentario "L'Ora Blu"


Note di regia del documentario
"Un amore coniugale può durare tutta la vita?"
"L'uomo può vivere nella natura selvaggia senza sentirsi isolato?"
"Qual è il confine tra utopia e follia?"
"Si può spremere la vita sino all'ultima goccia senza perdere entusiasmo e fantasia?"
"Di che colore sarebbero le piante se il nostro sole fosse una stella blu?"
E’ nella solitudine di una Maremma primordiale e arcaica, dove la dimensione umana dell’esistenza si fonde in un rinnovato panteismo con la naturalezza degli altri viventi, che agiscono i due protagonisti del film, i coniugi Ilario e Irma.
Lui è un uomo geometrico, riflessivo, creativo e armonioso mentre lei è una donna vitale, energica, volitiva e impetuosa.
Due caratteri così diversi sono, inevitabilmente, portati allo scontro, ma, malgrado i ripetuti tentativi di lei di prevalere, ciascuno dei due coniugi mantiene intatta una propria specifica identità, suggerendo perciò una riflessione sulla possibilità della coppia di offrire un senso pieno, definitivo al mistero dell’esistenza umana, a condizione che non ci sia la sopraffazione di un individuo sull’altro.
Insieme sono complici in una scelta di vita che è quasi una scommessa, che fa sì che in un’età che li vorrebbe al tramonto, essi, cocciutamente, controcorrente, di continuo riscrivano il futuro, con sguardo incosciente e fanciullesco, trasformando la selva inospitale nel loro personale Eden.
“L’Ora Blu”, attraverso il punto di vista di Ilario, ricostruisce una storia che si sviluppa durante un periodo di tempo di quasi due anni, il tempo necessario a rendere visibili le sottili trame nascoste nelle pieghe della quotidianità.

Stefano Cattini