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L'ESTATE DI GIACOMO - Dopo i premi, la sala


Premiato da Cinemaitaliano lo scorso anno al Festival dei Popoli, il docu-film di Alessandro Comodin esce, dopo la Francia, domani 20 luglio al cinema Anteo di Milano


L'ESTATE DI GIACOMO - Dopo i premi, la sala
Tutti abbiamo la misura esatta del tempo che ci separa dalla nostra adolescenza.
Ma che si tratti di qualche decade o di una manciata scarsa di anni, ci sono sensazioni che mantengono intatta la loro riconoscibilit proprio perch parte di un momento preciso della vita di ciascuno.
Il pluripremiato film-documentario di Alessandro Comodin, "L'estate di Giacomo", un'istantanea, semplice ed efficace, di questo momento.

Protagonista Giacomo, diciottenne sordo fin dall'infanzia che, in seguito a un intervento, da poco sta imparando a scoprire il mondo che lo circonda e che fino ad allora gli era stato precluso. Comodin lo riprende in un caldo giorno d'estate, nel suo peregrinare insieme a Stefania, giovane taciturna e invaghita del ragazzo.
Lo scenario la natura lussureggiante dei boschi friulani, sulle rive del Tagliamento, nel quale il corteggiamento silenzioso e perennemente sospeso fra i due - malcelato dai giochi infantili e dalle battute sboccate - viene seguito dalla cinepresa del regista.
In ogni gesto dei due ragazzi racchiuso un mondo di attese, di sottintesi, di aspettative che il regista riesce a cogliere con consumata maestra, dando forma e immagine a emozioni universali.

L'euforia ingenua che pervade gran parte del film, lascia presto il posto al sottile struggimento che solo la consapevolezza della perdita di quell'innocenza sa trasmettere; una sensazione dipinta sui volti di Giacomo e Stefania sulla strada di ritorno verso casa, chiusi in un silenzio eloquente, e improvviso, come parafrasando Jorge Luis Borges un sogno che cessa non appena ci accorgiamo di sognare.

Un brusco stacco e Giacomo ancora in quei luoghi, stavolta accompagnato dalla sua prima, vera fidanzata, Barbara. Anche lei sorda, e con il ragazzo condivide un vissuto nuovo, pi complice e maturo, ma fatto gi di complessit assai distanti da quelle di un'adolescenza appena dietro l'angolo.

Non stupisce affatto che questo piccolo, grande film abbia fatto incetta di premi fin dal suo esordio al Festival di Locarno 2011, dove ha vinto il Pardo d'Oro - Cineasti del Presente, per poi accaparrarsi numerosi altri riconoscimenti, tra cui il Premio Cinemaitaliano.info CG Home Video al Festival dei Popoli e tanti altri, dimostrando in questo modo come si possa ancora fare cinema usando, come chiave di volta, nient'altro che sensibilit e passione.

19/07/2012, 09:38

Lucilla Chiodi