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AMORE CARNE - Sangue, dolore e vita: Pippo Delbono


Dopo la partecipazione a Venezia 2011 nella sezione Orizzonti, il lungometraggio del regista ligure in programma al Biografilm 2012


AMORE CARNE - Sangue, dolore e vita: Pippo Delbono
Pippo Delbono, autore, attore e regista, ha filmato con il telefonino diversi momenti della sua vita. Da un test per l'HIV a un pranzo con la madre, dall'incontro con sconosciuti per strada alle immagini rubate di un gruppo di attempati ballerini, alla vista da una stanza d'albergo (che sia Parigi o Budapest, o un altro dei tanti luoghi vissuti e immortalati da Delbono, poco importa): immagini sporche e sgranate che riportano la vita.

Ma la voce fuori campo dello stesso Delbono, strascicata e a momenti quasi incomprensibile, arriva a spiazzare lo spettatore, a mischiare le carte di un racconto gi abbastanza frastagliato: e allora scopriamo che il test per l'HIV inutile, e sentiamo i pensieri dell'attore sulla madre, i suoi ragionamenti sulla vita e (soprattutto) sulla morte, il suo vagare casuale per le strade del mondo e i suoi incontri con sconosciuti e con colleghi importanti (ci sono Marisa Berenson, Tilda Swinton e Irne Jacob, tra gli altri).

"Amore carne", l'amore e la carne che hanno portato a Delbono in "dono" il virus dell'HIV, un male con cui convive da oltre vent'anni e da cui parte un ragionamento infinito, inconcludente ma inevitabile sul destino e su cosa ci/lo aspetta. Una fine che pu arrivare da un momento all'altro ma che forse tarder ancora molto ad arrivare, cos come sembra accada nei molti (moltissimi) finali di questo film, che non un documentario e non un film di finzione.

Sono tanti i passaggi memorabili, dagli animali in movimento delle vetrine notturne ai gabbiani nella scia di una nave, dal dialogo/non dialogo tra Marisa Berenson e l'attore sordomuto Bob al canto - straziante e commovente - sul finale. E il sorriso di Irne Jacob, i garofani per Pina Bausch, e ancora, e ancora.

E poi la musica, tremenda e perfetta (a firma di Mike Galasso, Alexander Balanescu, Laurie Anderson e Les Anarchistes), che sembra nata per accompagnare le immagini "nervose" e senza sosta del telefonino, immagini che senza quella colonna sonora sarebbero forse inguardabili e improponibili ma che cos invece diventano (appaiono) le uniche possibili.

13/06/2012, 11:00

Carlo Griseri