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"Lasciando la Baia del Re" - Un quartiere, un viaggio


La vita di due donne in una zona di Milano. La loro storia, tra lutti e quotidianità, raccontata da Claudia Cipriani. Già al Festival dei Popoli 2011.


Il Nuovo Cinema Aquila di Roma si riconferma un'isola felice per gli amanti del documentario grazie all'ormai consolidato appuntamento con la rassegna “Il documentario in sala”, promossa da Massimo Vattani, che consente a pubblico e registi di dare visibilità a film che sarebbe difficile, se non impossibile, trovare in sala.
È il caso di "Lasciando la Baia del Re" di Claudia Cipriani, film insolito che segue più binari narrativi sovrapponendo tematiche e chiavi di lettura diverse.

Il viaggio della Cipriani cominicia dal quartiere Stadera di Milano, periferia degradata nota anche come “Baia del Re”, dal nome di quel lembo di terra gelido e isolato, da cui Umberto Nobile partì nel 1928 per la sua fallimentare spedizione verso il Polo Nord. Una scelta non casuale, quella di questo nome, perché il quartiere, come afferma Valentina, adolescente problematica protagonista del film, è un luogo di arresi, di vinti, in grado però di esercitare, in uguale misura, attrazione e repulsione.

Il film inizia raccontando la vita di un doposcuola della zona, dove Claudia insegna e che Valentina frequenta. Le riprese in soggettiva della Cipriani intenta a seguire la classe nei compiti pomeridiani e la vita difficile dei suoi piccoli allievi, lasciano però presto spazio alla storia personale della regista, alla sua gravidanza in corso.

Qui il film sembra prendere un'altra strada. Ora è Valentina a governare la camera riprendendo Claudia, raccontandosi, parlando del sogno di andare all'Università per uscire da quel mondo, di un padre morto di AIDS e di una madre ormai prossima alla fine, consumata dalla dipendenza per la droga.
Un improvviso blackout nel film coincide con uno stacco, che scopriremo poi essere lungo ben cinque anni, che segna la fine drammatica della gravidanza di Claudia. In seguito a questo evento luttuoso, cui si assocerà poco dopo, la morte della madre di Valentina, le due donne decidono di partire alla volta della vera Baia del Re, in un viaggio catartico per ritrovare se stesse e la forza per andare avanti.

La Cipriani costruisce con incredibile consapevolezza, e coraggio, un film ricco di sfumature, che affronta senza patetismi il tema della perdita e dell'elaborazione del lutto.

29/03/2012, 08:52

Lucilla Chiodi