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Libro/film: Gli Sfiorati non cambiano, forse peggiorano


Matteo Rovere attualizza il romanzo del 1990 di Sandro Veronesi e arruola Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Michele Riondino e Claudio Santamaria


Libro/film: Gli Sfiorati non cambiano, forse peggiorano
Non si sa da dove iniziare per parlare della trasposizione cinematografica de "Gli Sfiorati", romanzo del 1990 di Sandro Veronesi, realizzata da Matteo Rovere per Fandango.

Un romanzo acerbo e irrisolto, con al centro l'attrazione ossessiva di un ragazzo, Mete, per la sua sorellastra Belinda. Una vicinanza forzata lo costringe a mettere a dura prova la sua resistenza, portata avanti fino a quel momento semplicemente fuggendo.
Chiave di lettura di Mete per la sua vita la scrittura. Non la sua, ma quella altrui: un grafologo, convinto di poter ca(r)pire l'anima delle persone semplicemente analizzando poche righe scritte a mano.

Se nel romanzo si poteva gi riscontrare poca profondit nell'affrontare il dilemma morale del protagonista, il film di Rovere - trascurando le tante differenze "veniali" - decide di restare ancora pi in superficie, arrivando al finale senza alcuna riflessione e "svaccando" (termine poco elegante ma efficace) con una scena in cui i personaggi cantano a squarciagola allegramente per le vie di Roma "Pi bella cosa" di Eros Ramazzotti. Il grado zero dell'impegno e della morale.

Modifiche strutturali, lecite ma incomprensibili, riescono a fiaccare ulteriormente una costruzione - quella del romanzo - gi discutibile: Damiano e Bruno, migliori amici di Mete su carta e su pellicola, cambiano il loro ruolo e il loro destino (per entrambi un finale "simpatico" invece delle tragedie che riservava loro Veronesi) finendo sviliti e diventando, sostanzialmente, inutili.

Rovere stravolge il testo originale, regalandogli un tono comico che per stona e banalizza il tutto. E poi, per completare l'opera, toglie anche al suo protagonista (dandola a Bruno) la paternit della teoria grafologica della "sfuggevolezza" che accomuna e identifica gli sfiorati del titolo.

08/03/2012, 12:22

Carlo Griseri