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Dal FESTIVAL DI ROMA Lilia Silvi: la ragazza terremoto


Una lezione di cinema e di vita attraverso i ricordi dellattrice degli anni Trenta. Prodotto da Leo Gullotta e ricco di immagini di repertorio.


Dal FESTIVAL DI ROMA Lilia Silvi: la ragazza terremoto
Lilia Silvi lattrice del cinema dei telefoni bianchi. La ribelle con la passione per il teatro e per il cinema. La ragazza Terremoto. Una Scampolo. Una bisbetica domata dalla pazienza del marito calciatore. Lilia Silvi nella vita Silvana Misitelli, mamma di tre figli e moglie di un calciatore. Una diva non da attrice, ma da donna naturale.

"In arte Lilia Silvi" di Mimmo Verdesca, programmato nella sezione Off Doc di Altro Cinema | Extra, prodotta da Leo Gallotta, ripercorre un decennio della storia del cinema italiano alternando immagini di repertorio dellIstituto Luce ai ricordi della pi importante attrice degli anni Trenta.
Attraverso un monologo, quasi teatrale, Lilia Silvi racconta la sua carriera artistica e la sua vita privata. Lemozione di ballare con Amedeo Nazzari. Gli amori del set e quelli reali con i calciatori, con i quali fu fidanzata e poi quello del Genoa che, gelosissimo, la spos facendole scrivere una clausola che le impediva di baciare sul set. I ricordi di Cinecitt: del portiere che non voleva farla entrare e della bambina che era giunta da Napoli per conoscerla.

Puntuale sul set. Amata da Benito Mussolini, apprezzata da Mario Brava che sin dal suo primo incontro aveva notato la sua bravura, fu fino al 1943 la protagonista di molti film italiani. Cambi cognome, da Silvis a Silvi, su consiglio di uninsegnante di latino. Emulando Greta Garbo, per non stancare il pubblico realizzava solo due film allanno. Sveniva per finzione per evitare un test di spagnolo, che non conosceva, e ottenere comunque la parte.
Lilia Silvi da quando inizi ad affermarsi non si pi fermata: con Il Signor Max di Mario Camerini, dove era una donna che vendeva orchidee, ha interpretato il suo primo ruolo importante per poi fare coppia fissa con Amadeo Nazzari, con il quale ebbe un bellissimo rapporto litigando solo una volta sul set per difendere una sarta.

E un viaggio meraviglioso, educativo, entusiasmante nella memoria che stata conservata e tramandata, cos il giovane regista Mimmo Verdesca ha commentato il suo film, che un omaggio sincero e passionale, attraverso il ricordo dellattrice, ancora una volta protagonista, al cinema italiano.
Storici di cinema ripercorrono nel documentario non solo la carriera dellattrice, ma la storia del cinema italiano: la nascita del Centro Sperimentale di Cinematografia, la creazione dei teatri di posa e lo sviluppo di unindustria cinematografica italiana che oggi sembra solo un ricordo.

06/11/2011, 09:02

Alessandra Alfonsi