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FESTIVAL DI ROMA Roberta Peci, "La via di mio padre"


Il film di Luigi Maria Perotti sulla giovane vittima delle Br, è stato presentato nella "Vetrina dei giovani cineasti italiani" promossa dal Ministero della Gioventù.


FESTIVAL DI ROMA Roberta Peci,
Presentato al Festival di Roma nella "Vetrina dei giovani cineasti italiani", "La via di mio padre" di Luigi Maria Perotti è una docu-fiction sulla vicenda privata di Roberta Peci, nipote del brigatista rosso Patrizio, il cui pentimento portò all’arresto di molti appartenenti alle br.
Il racconto filmico, a metà strada tra fiction e il reportage, parte dai tradizionali fatti di cronaca sulle Br, mostrati attraverso le didascalie iniziali, per poi focalizzarsi sull’inchiesta personale che la protagonista decide di intraprendere per riabilitare l’immagine paterna, un semplice operaio scambiato per brigatista.

L'idea del film parte dal clamore suscitato dalla decisione di dedicare nel luogo del sequestro una via alla memoria di Roberto Peci. Non si tratta quindi di una tradizionale trasposizione cinematografica su fatti già noti, ma di un racconto analizzato in modo introspettivo, affidato ad un vero e proprio viaggio interiore. Una scelta coraggiosa, che esplora un lato nuovo e oscuro che ruota attorno alle Br, sulle quali sono stati realizzati molti documentari d’inchiesta e si sono confrontati cineasti come Bellocchio che in "Buongiorno Notte" si interrogò sul loro lato psicologico.

Al centro di questa vicenda c'è invece la parente di un brigatista, che diventa, sin dalla nascita, vittima inconsapevole dell’organizzazione terroristica e che affronta in modo intimo e quasi "religioso" le tematiche del perdono e del pentimento. La pellicola stenta però ad emozionare per la poca naturalezza della protagonista, che appare troppo "impostata" nelle sequenze di fiction e poco reale in quelle documentaristiche.

30/10/2011, 21:40

Alessandra Alfonsi