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"Black Block", le vittime della Diaz raccontano
il drammatico epilogo del G8 di Genova


Il "blocco nero" in realt quello che i ragazzi si trovano dentro da quella notte alla scuola Diaz di Genova. I loro ricordi per non far dimenticare una delle pagine pi scure della nostra storia repubblicana. Selezionato in Controcampo italiano alla Mostra di Venezia il documentario di Bachschmidt, prodotto da Fandango, ha ricevuto il gradimento del pubblico e della critica.



Alcuni dei protagonisti di "Black Block"
Un altro tassello per non dimenticare il G8 di Genova. Carlo Augusto Bachschmidt usa le testimonianze dirette delle vittime della scuola Diaz per raccontare i fatti partendo dall'ultimo, incredibile episodio di violenza che accompagn l'incontro degli 8 grandi della terra.

Tedeschi, spagnoli, britannici, alle prese con i processi che continuano a susseguirsi nel nostro paese. Sette persone, sette ragazzi allora, sette adulti oggi con il volto e le espressioni segnate da quella terribile esperienza. I loro racconti dettagliati partono con la scelta di passare l'ultima notte a Genova nella Scuola Diaz, pi tranquilla degli altri luoghi disponibili e vicina al centro stampa, dunque difficilmente bersaglio, secondo loro, di eventuali azioni delle forze dell'ordine. In un'atmosfera quasi rilassata, malgrado l'uccisione di Carlo Giuliani avesse messo tutti in agitazione, gli ospiti della Diaz si apprestavano a trascorrere l'ultima notte prima della partenza. Poi l'irruzione della polizia, i pestaggi indiscriminati, i maltrattamenti all'ospedale e alla caserma Bolzaneto.

Un'avventura terribile, raccontata in "Black Block" dalle vittime con l'ausilio minimo di immagini di repertorio; poca cronaca, molti ricordi, quei ricordi che hanno segnato, fuori e dentro, per sempre le loro vite.

Bachschmidt preferisce non scendere in strada ma si limita a calare la telecamera dentro quelle vittime che hanno accettato di raccontare, lasciando poco allo spettacolo e alle immagini e molto alle impressioni che i ricordi diretti possono dare allo spettatore.

13/09/2011, 09:49

Stefano Amadio