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Festival di Locarno 2011: "Sette Opere di
Misericordia" in lizza per il Pardo


Un riferimento al Vangelo di Matteo per guardare la misericordia con gli occhi di oggi. Tra gli interpreti Roberto Herlitzka e Ignazio Oliva in un film prodotto da La Sarraz Pictures in collaborazione con Elefant Film e Rai Cinema, realizzato anche con il contributo Eurimages, e diretto da Gianluca e Massimiliano De Serio


Festival di Locarno 2011:
Anteprima mondiale oggi per "Sette Opere di Misericordia" diretto dai fratelli De Serio. Unopera complessa dove i protagonisti, Antonio e Luminita, mettono a nudo la crisi di una societ che circonda e influenza le nostre vite.
Il film prende spunto dalla sette opere di misericordia corporali e dal brano del vangelo di Matteo (perch ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi... ) secondo cui un cristiano della Chiesa Cattolica dovrebbe comportarsi. Ogni opera di misericordia scandita nel film da cartelli che fungono da capitoli, sottolineando ogni volta il legame delle azioni dei protagonisti in relazione alla misecordia.
Il film si sviluppa su diversi livelli, e il percorso morale della protagonista Luminita sembra inserirsi come una bomba ad orologeria nel susseguirsi degli eventi e delle situazioni. Sono lincongruenza e lironia a regnare nei diversi capitoli con situazioni che mostrano l'altra faccia delle proprie azioni.

La parabola evangelica, anche se ben scritta e chiara, non certo semplice da applicare. Per, quando sembra non esserci pi una via duscita, si intravede una luce inaspettata che illumina la strada verso la redenzione. E non importa se precedentemente lessere umano ha commesso fatti biechi, aberranti e non dignitosi per un essere umano; la pietas entra in gioco inaspettatamente prendendosi cura dei protagonisti e della loro necessit fisica e morale, diversa per entrambi ma con lo stesso grido disperato e violento. E lincontro tra i due protagonisti, se pur fortuito, la parte poetica del film, ricerca costante dellidentit umana e della sua crisi contemporanea.
I primi piani frontali e simmetrici richiamano liconografia pittorica e la storia del ritratto, mettendo luomo al centro del mondo, come gi in altri lavori precedenti dei fratelli registi. Come anche luomo nudo nella sua perfezione/imperfezione. Il corpo umano il protagonista e gradualmente diventa luce e suono in unesplosione di puro sentimento. I pochissimi dialoghi del film sono immersi nel rumore di una citt evocata e sognata, anche se lo sguardo della macchina da presa striscia lungo lasfalto contemporaneo di una baraccopoli italiana.

08/08/2011, 15:09

Luca Corbellini