Cinema e Teatri, è l'ora del "Buttafuori".
Manca poco meno di un mese dall'entrata in vigore del
Decreto Buttafuori. Cinema e teatri dovranno dotarsi da luglio di un servizio di sorveglianza e di selezione all'entrata e all'uscita (comunemente definibile "buttafuori") per moderare l'ingresso in sala e per sedare le immancabili risse dopo la visione di film e spettacoli.
L'
Agis ci ha provato a spiegare al
Ministero dell'Interno l'inutilità del provvedimento in relazione alle sale di spettacolo, ma, malgrado l'atteggiamento comprensivo, dal
Viminale nulla è stato fatto per apportare le necessarie modifiche.
Il
Decreto Buttafuori, in vigore dal prossimo 1° luglio, sarebbe una ulteriore fonte di spesa per le centinaia di sale cinematografiche e teatrali che non navigano certo in buone acque, per i tagli, per la crescente carenza di pubblico pagante, per le sempre maggiori spese di gestione.
Si dirà, affari loro; tutto è legittimo pur di evitare una scazzottata tra ottuagenari all'uscita della pomeridiana del giovedì del Teatro Valle di Roma. O per fermare quegli scalmanati che vengono alle mani dopo la proiezione de "Il Gioiellino" per sostenere chi sia più bravo tra Remo Girone e Toni Servillo.
Eh sì, per la sicurezza della nazione, dotarsi del buttafuori è inevitabile. E per i più pericolosi (come con il
DASPO per gli stadi) si potrebbe ricorrere al
DASTEF (Divieto di Assistere a Spettacoli TEatrali e Film), con l'obbligo di firma in questura all'orario dell'apertura del sipario o alle 16,00-18,00-20,20-22,30.
Certo, anche i dobermann...
Ci vorrebbe un Decretino salva sale; ma il tempo stringe e in mezzo c'è anche l'impegno elettorale dei
4 sì al referendum del 12 e 13 giugno. Una distrazione in più per il Ministro dell'Interno Roberto Maroni a cui viene spontaneo porre una domanda:
ma quanto ci è costato discutere, redigere, approvare, pubblicare e ora modificare o abrogare una legge del genere?
03/06/2011, 21:47
Stefano Amadio